La Provincia del Medio Campidano avrà un nuovo presidente. Il 26 agosto 2026 i consiglieri comunali dei Comuni facenti parte della Provincia sono chiamati a esprimere il proprio voto per scegliere il nuovo presidente provinciale.
La scelta è ormai definita attorno a due candidature. Da un lato Francesco Sanna, sindaco di Collinas, scelto dal campo largo del centrosinistra - Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra Futura, Verdi e Sinistra, Rifondazione Comunista, Progressisti - dopo un percorso avviato il 22 luglio con un’assemblea di amministratori e chiuso il 1° agosto con la convergenza delle forze civiche e democratiche del territorio. La sua candidatura porta con sé l’esperienza maturata alla guida del Consorzio Sa Corona Arrùbia, indicata dai promotori come garanzia di capacità di mediazione tra le diverse anime amministrative della provincia. In questo percorso è stato determinante il lavoro politico svolto dall’Alleanza per la Sinistra Guspinese, che si è particolarmente spesa per promovere il dialogo e il confronto in vista non soltanto di questo passaggio elettorale, ma anche di una collaborazione politica più stabile sul territorio, tra tutte le forze del centrosinistra e il Partito Democratico del Medio Campidano.
Dall’altro lato Emanuele Lilliu, sindaco di Barumini, la cui candidatura è stata presentata a Sanluri nell’ambito del movimento “Uniti per il Medio Campidano”, nato dal lavoro di sindaci e amministratori locali di sensibilità diverse - civiche e politiche - uniti dall’obiettivo dichiarato di rappresentare l’intero territorio provinciale con una guida capace di dare continuità a risultati già raggiunti sul campo.
Sul piano politico, la candidatura del sindaco di Collinas, Francesco Sanna, segna un passaggio non scontato per il centrosinistra provinciale. Dopo mesi in cui le dinamiche locali sono apparse frammentate tra sensibilità civiche e appartenenze diverse, la convergenza raggiunta il 1° agosto rappresenta il tentativo più organico di ricomporre un fronte unitario attorno a un candidato unico, capace di parlare sia al mondo amministrativo sia alle forze politiche organizzate del territorio. In questo percorso di costruzione del dialogo è importante sottolineare anche il ruolo avuto dalla nuova segreteria provinciale del Partito Democratico, guidata dallo scorso aprile dal sangavinese Alessio Frau, eletto con un mandato esplicito di rilancio e ricomposizione della presenza del PD a livello territoriale. Frau ha preso parte in prima persona al tavolo che ha costruito la candidatura unitaria, insieme ai segretari provinciali del Movimento 5 Stelle, di Rifondazione Comunista, di Sinistra Futura e di Alleanza Verdi e Sinistra, Progressiti e Alleanza per la Sinistra Guspinese: un segnale di come il PD provinciale abbia scelto di giocare un ruolo positivo nel favorire il dialogo tra tutte le componenti del centrosinistra, inclusa appunto l’Alleanza per la Sinistra Guspinese. Un passaggio che non era scontato, se si considera la frattura che si è consumata con il Partito Democratico a Guspini in occasione delle elezioni comunali dello scorso giungo. Ma, solo pochi mesi dopo quella tornata elettorale, i consiglieri comunali guspinesi del Partito Democratico e dell’Alleanza per la Sinistra si troveranno schierati a sostegno dello stesso candidato alla presidenza della Provincia. La convergenza sul nome di Sanna, in una candidatura ampia e condivisa, rappresenta un passaggio importante per avviare una distensione e rilanciare il dialogo e il confronto del centrosinistra, con l’obiettivo di costruire un percorso di scelte condivise in Provincia e in Comune. Questo lavoro di tessitura, nato in vista del voto provinciale, dovrà certamente consolidarsi in una prospettiva più ampia e duratura per il campo progressista del territorio, e andare oltre l’appuntamento del 26 agosto.
D’altra parte, le candidature di Sanna e Lilliu, a capo di due importanti comuni della Marmilla, evidenziano come la partita per la presidenza travalichi la questione geografica dei territori del Medio Campidano - Linas, Campidano e Marmilla, appunto. Più che la geografia, a guidare la scelta dei candidati sono state le appartenenze politiche, centrosinistra e centrodestra, in un confronto che a livello locale concorre a definire il posizionamento della classe amministrativa e politica locale in vista dei prossimi appuntamenti elettorali – elezioni politiche e regionali su tutte - con uno sguardo anche alla stessa Provincia, quando l’elezione dei suoi organi avverrà tramite elezioni dirette, con il coinvolgimento anche dei cittadini. La partita della presidenza della Provincia si gioca per ora sulla capacità di ciascun candidato di aggregare consenso trasversale tra i ventotto Comuni della provincia - condizione decisiva in un sistema elettorale che premia gli equilibri di coalizione più che il voto diretto dei cittadini. In questo senso sarà importante capire come si posizioneranno i sindaci del tettorio, ed in particolare gli amministratori che nelle scorse settimane erano stati indicati come possibili candidati. Il loro ruolo risulterà fondamentale nell’orientare i voti dei consiglieri comunali dei rispettivi Comuni.
Per Guspini, la partita ha un rilievo particolare. Il sostegno dell’Alleanza per la Sinistra Guspinese alla candidatura di Sanna segna una prima presa di posizione locale per la coalizione che ha vinto le elezioni comunali di Guspini e una convergenza con il Partito Democratico a livello provinciale; ma la scelta del nuovo Presidente interroga anche il ruolo che Guspini saprà giocare nei nuovi equilibri provinciali, rispetto ai quali il Partito Democratico e l’Alleanza per la Sinistra Guspinese dovranno mettere da parte le polemiche e gli strascichi delle ultime elezioni comunali e cooperare e collaborare attivamente nell’interesse di Guspini e dei guspinesi.
Infine, al netto dei nomi e delle appartenenze, il voto del 26 agosto rappresenta il primo vero collaudo per la Provincia dalla fine della stagione del commissariamento dopo un anno durante il quale si è già votato per ben due volte per la Presidenza. La capacità di gestire senza scosse questo passaggio elettorale sarà anche un indicatore di quanto le storiche fratture territoriali del Medio Campidano - e quelle politiche - sapranno tradursi in una competizione costruttiva e in scelte politiche e amministrative adeguate e in grado di dare una prospettiva di sviluppo duratura al Medio Campidano.
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