Anche il Medio Campidano è protagonista del tour artistico e musicale che l’artista Roberto Sironi sta facendo questo mese in giro per l’isola. Dodici date dal 6 al 23 giugno tra Serrenti, Sanluri, Villanovaforru, Mogoro, Isili passando per Alghero, Bosa, Sassari, Cagliari, Calasetta e Villasimius. «Curare il tour di Roberto Sironi in Sardegna è come un “dolce navigare” con una persona non solo ricca di talento ma soprattutto fonte di vita e di storie - così il musicista Marco Lai - Oltre al tour abbiamo allestito una mostra chiamata “L’Isola e il Mare” nella sede dell’associazione “Suona in Domu Odilia” a Serrenti, le cui opere resteranno esposte fino al 25 giugno su alcune pareti in trachite del vecchio Cinema Lai. Come presidente dell’associazione mi sento lusingato e particolarmente coinvolto in questa avventura, come musicista accompagnare Roberto insieme alla violinista Elizabeth è un’immersione totale in un mare di arte, tra suoni, pennelli e spatole». Cosa dove aspettarsi il pubblico da questo tour che si articola in diverse tappe in giro per la Sardegna? Uno spettacolo multi-artistico composto da pittura e musica, una simbiosi, un insieme di materia sonora e suono materico fusi in una performance “Live” nella quale sarò accompagnato dalla violinista francese Elizabeth Boudjema e dal chitarrista sardo Marco Lai. Tre esibizioni per una sola opera creata nella più completa improvvisazione che terminerà nel mondo della mia Canzone d’Autore. Durante il suo tour utilizza anche il vino per dipingere, che ruolo ha questo nella sua performance? Il vino è un aggregante non solo nella convivialità. Io lo utilizzo come forma di colore, come liquido che mischiato all’acrilico da un “gusto diverso” all’opera pittorica, “decanta il talento”, “fermenta l’ispirazione”, suggestiona e stimola la fantasia. [caption id="attachment_125293" align="aligncenter" width="749"]
Roberto Sironi mentre dipinge[/caption]
È mai stato in Sardegna? Se sì, quali ricordi conserva di quest’isola?
Si, due volte, questa è la terza. Sono attratto dal senso dell’isola, quindi per me la Sardegna rappresenta una terra mitologicamente confinante con la fantasia, una Nuova Atlantide da scoprire, un po’ leggenda e un po’ realtà! Ho con questa isola un rapporto quasi mistico. Le ho dedicato anche una canzone, “L’isola e il mare” che canterò durante la parte concertistica delle performances.
Quando ha iniziato a fare musica e quando ha capito che l’arte sarebbe stata la sua strada?
La prima canzone l’ho scritta a sette anni. La musica, quindi l’arte, sono entrate nella mia vita molto presto e da quel giorno non ho più smesso di frequentare questo mondo estremamente affascinante. Ho scritto molte canzoni ed ora sono tutte raccolte in otto volumi che ho editato. Poi c’è la pittura, la magia della materia, senza dimenticare la letteratura, attualmente ho già scritto una quarantina di libri, ma questa è un’altra storia.
Come nasce una canzone?
Una canzone, almeno nel mio mondo, non nasce mai, è lì da sempre, devo solo coglierla al momento giusto, il momento in cui quella storia non sarà più solo mia ma una storia di tutti. Come tutte le opere d’arte, anche la canzone, una volta scritta, non appartiene più al suo autore ma all’infinito.
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