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>Il 17 febbraio di settantaquattro anni anni fa, gli Anglo-Americani portarono deliberatamente la morte a Gonnosfanadiga. Quel pomeriggio i bambini smisero di giocare per vedere l’acciaio luccicare al riflesso del sole sul cielo primaverile. Quelle urla di gioia nel vedere così da vicino le cosiddette “fortezze volanti” si trasformarono però ben presto in urla di dolore e pianto.

Gonnosfanadiga conobbe così la guerra nella maniera più vigliacca. Nessuno poteva immaginare un bombardamento contro una popolazione inerme ad opera della più grande potenza militare del mondo. Non ci sono spiegazioni ragionevoli per quanto accadde quel tragico pomeriggio se non conoscere la verità di cui ancora i familiari delle vittime e tutta la comunità sono creditrici.Verità conservata negli archivi di guerra degli Stati Uniti d’America, negata ai familiari delle vittime e alla comunità che ancora rivendica il diritto di sapere e conoscere il perché di quell’azione vile. Tanti cittadini sostengono che il bombardamento del 17 febbraio 1943 non fu un errore ma un’azione voluta allo scopo di uccidere senza pietà. A tal proposito ricordano il pastorello di 15 anni che perse la vita mentre ignaro sventolava la propria giacchetta in segno di saluto agli arei Anglo-Americani. Secondo altri il bombardamento in Sardegna fu una strategia Americana per nascondere il vero obbiettivo: lo sbarco in Sicilia, punto strategico per invadere l’Italia e poi l’Europa.

Un diario scritto da monsignor Severino Tomasi allora parroco della Parrocchia del Sacro Cuore, descrive dettagliatamente le fasi della sanguinosa incursione Area Anglo Americana. All'epoca Gonnosfanadiga contava su circa 5000 residenti, gente laboriosa impegnata nell’agricoltura e nella pastorizia da cui traeva il necessario per il proprio sostentamento favoriti da un territorio fertile e ricco d’acqua. 74 anni dopo è importante fare memoria, il ricordo deve rimarcare la storia nella speranza che simili tragedie non si ripetano e non si dimentichi lo scenario mondiale attuale che vede in tante località del pianeta scene a volte simili a volte peggiori a quelle successe a Gonnosfanadiga il 17 febbraio del 1943. I 120 caduti e i 350 feriti per mano Anglo Americana sono considerati “Eroi Semplici” dalla popolazione che unita nel dolore, riconosce che la comunità ha pagato un prezzo troppo alto per gli orrori della seconda guerra mondiale. Fra tutti i paesi d’Italia, Gonnosfanadiga, ha dovuto subire il più alto numero di vittime in rapporto al numero degli abitanti. A distanza di tanti anni da quel funesto e terribile giorno divenuto il simbolo per eccellenza del dolore e della sofferenza i cittadini di Gonnosfanadiga ricordano quell'evento con profondo dolore. Viene mantenuto il segreto militare su quella improvvisa e immotivata azione di guerra che non giustifica la ferocia di schierare una potenza bellica di tali proporzioni contro una popolazione disarmata, che ignara saluta il passaggio degli arei e ciò si configura in un vero crimine contro l’umanità. Le competenti autorità dovrebbero chiedere il tanto atteso dissequestro degli atti agli archivi di guerra americani.
Francesco Zurru© Riproduzione riservata