Ancora timori e preoccupazioni per la realizzazione del nuovo ospedale di San Gavino Monreale, che comunque è già finanziato da Regione e Ministero con ben 68milioni di euro e aggiudicato alla ditta Inso. A tenere tutti con il fiato sospeso è il fatto che la società vincitrice fa capo alla ditta toscana “Condotte” che a rischio fallimento. Ecco perché hanno chiesto rassicurazioni sia i semplici cittadini che i sindacati e gli amministratori regionali e comunali di diversi centri del Medio Campidano.
A fare chiarezza sulla situazione ci prova il sindaco Carlo Tomasi, che da anni segue il lungo iter burocratico per la costruzione del nuovo ospedale, presentato in pompa magna da Assl e Regione lo scorso novembre nel teatro comunale: «Ribadiamo - rimarca il primo cittadino - che gli iter procedurali avanzano, seppur con ritmi che dipendono da meccanismi burocratici e tecnici complessi, in cui l’amministrazione comunale non ha voce in capitolo. D’altra parte, durante le conferenze di servizi stiamo predisponendo con l’Ats un accordo di programma atto a rendere più celeri tutte le procedure». Ora si è nella fase di verifica della progettazione definitiva eseguita dalla società “RinaCheck”: «A questa - aggiunge Carlo Tomasi - seguirà la validazione del progetto da parte del Rup (il responsabile unico del procedimento) ed infine la firma dei contratti con la Inso. Bisogna accettare l’inevitabile lentezza di una macchina gestionale titanica, che però sarà capace di regalare a San Gavino Monreale e a tutto il Medio Campidano una prospettiva inaudita di benefici economici e lavorativi, di aumento dei servizi alla collettività, di indotto e di potenziamento della centralità ed attrattività della zona».
Offre rassicurazioni anche il direttore della Assl Antonio Onnis: «In questi mesi il progetto del nuovo ospedale è stato oggetto di una validazione esterna da parte di soggetti accreditati. Prevediamo che, una volta convalidato il progetto definitivo, il contratto per la realizzazione dell’opera possa essere stipulato entro la fine di novembre. I tempi previsti per il completamento dei lavori sono di 26 mesi».
Intanto anche i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil sono pronti ad iniziative di lotta per chiedere con forza la realizzazione del nuovo ospedale perché la vecchia struttura soffoca nei suoi spazi nonostante la grande professionalità di medici, infermieri e personale sanitario. Promette battaglia Edoardo Bizzarro, segretario territoriale della Cisl: «Siamo pronti alla mobilitazione e a scendere in piazza per vedere la realizzazione del nuovo ospedale. Nel Medio Campidano la popolazione invecchia sempre di più e non deve essere considerata di serie B rispetto ad altri territori».
Gian Lugi Pittau