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>A San Gavino da anni è allarme per la concentrazione delle polveri killer, (pm 10), responsabili di tumori ed altre malattie dell’apparato respiratorio. La media giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo viene superata spesso soprattutto nei mesi invernali e la causa principale dell’inquinamento, secondo i dati dell’agenzia regionale Arpas, sono i fumi provenienti dai camini e dalle stufe non a norma. Ecco perché il sindaco Carlo Tomasi ha lanciato un invito alla popolazione invitando a mettere in regola le canne fumarie che spesso arrivano all’altezza della porta o delle finestre: «Queste - rimarca il primo cittadino - devono essere prolungate per almeno un metro al di sopra del tetto e della terrazza in modo da favorire la dispersione dei fumi nell’atmosfera.

Si tratta delle canne fumarie di stufe, camini e scaldabagni a gas e invitiamo i cittadini a mettersi in regola entro il primo novembre, dopo scatteranno dei controlli da parte della pulizia municipale e ci saranno delle multe. In ogni caso anche prima di questa scadenza inviteremo la gente a mettersi in regola come prevede l’articolo 32 del nostro regolamento edilizio. I tecnici dell'Arpas hanno constatato che una quota consistente degli agenti inquinanti registrati nel periodo invernale hanno origine proprio nel riscaldamento domestico e non nella fonderia che è rimasta chiusa anni fa mentre i dati dello superamento delle polveri sottili sono rimasti costanti anche allora nella stagione invernale».
L’obiettivo è quello di tutelare la salute dei cittadini: «Per questo motivo - aggiunge Carlo Tomasi - come amministrazione comunale siamo riusciti a far collocare dall’Arpas delle centraline mobili che avevano rilevato l’inquinamento all’interno del centro storico».

E alcuni cittadini in modo meticoloso sono andati a spulciare i dati relativi alla presenza delle polveri sottili: «I valori delle pm10 - sottolinea Libero Secci, che ha raccolto i dati insieme a Pietro Scano - tendono a crescere in maniera esponenziale e questo è dovuto anche all’aumento dell’utilizzo del pellet o della legna fresca. Inoltre ora spesso le canne fumarie si trovano anche all’altezza della porta e non sui tetti come succedeva un tempo». Così le polveri non si innalzano nell’atmosfera, ma ristagnano a bassa quota dentro il paese: «A San Gavino - continua Libero Secci - avviene l’inversione termica tra il giorno e la notte con un cambio improvviso di temperatura: questo fa da cappa e causa la permanenza delle polveri sottili nell’aria. Lo stesso problema c’è anche a Gonnosfanadiga, Samassi e Serramanna, ma il nostro è l’unico paese in cui vi è la centralina dell’Arpas. L’assurdo è che ci stiamo ammazzando con le nostre mani».
Gian Luigi Pittau© Riproduzione riservata