di Stefania Pusceddu
La Fonderia è stata una tappa fondamentale della visita del vescovo mons. Roberto Carboni a San Gavino. Ieri un centinaio di persone, tra operai e personale della fabbrica, ha accolto sua Eccellenza accompagnato dai parroci di san Gavino don Piero Angelo Zedda, don Elvio Tuveri e don Massimo Cabua. Monsignor Carboni ha celebrato messa in quel luogo di lavoro che ha dato reddito a tante famiglie del paese, in passato e oggi. La fonderia di San Gavino, infatti, dal 2013 ha riaperto le porte portando spiragli di luce in una zona in profonda crisi economica. «Questo è un bel luogo, prima di tutto perché vi sono persone», ha sottolineato il vescovo nella sua omelia, «È un luogo significativo perché è un luogo di lavoro o dove ci si guadagna la vita, dove si sostiene la propria famiglia e si costruisce la dignità. Dio è qui presente, perché gli piace che all’uomo sia riconosciuta la dignità, la possibilità di essere creativo, di poter progettare la propria vita». Parole di ringraziamento sono state espresse poi da parte del direttore Carlo Lolliri, amministratore delegato della Portovesme S.r.l, per la presenza del Vvscovo e il suo ministero episcopale, accompagnato da quello dei sacerdoti che operano a San Gavino.