«È un accordo che ci consente di volare alto» sottolinea Tarcisio Agus «e di programmare il prossimo quinquennio avvalendoci delle altissime professionalità di cui dispone l’Università di Cagliari». «Una visione a lungo termine » ribadisce Francesco Mola, prorettore vicario, «che permetterà di valorizzare l’apporto di ricercatori e dipartimenti diversi, i numerosi studi in corso daranno la spinta giusta». Presente alla firma dell’accordo anche Giovanni De Giudici, delegato dell’Ateneo nel consiglio del Parco che evidenzia «Questa firma è un’occasione per tutta la Sardegna. L’Università di Cagliari può davvero essere facilitatore dello sviluppo del territorio, il clima instaurato è di grande collaborazione». «Creare benessere e ricchezza fa parte della missione del nostro Dipartimento», puntualizza Aldo Pavan, direttore di Scienze economiche e aziendali, «Non serve solo occuparci di cultura e alta ricerca, ma anche fornire un contributo alla soluzione dei problemi della nostra terra».
Sono già in cantiere una convenzione specifica con il Dipartimento di Scienze economiche e aziendali per una collaborazione in relazione alla istituenda Cattedra Unesco Sustainable Tourism Management and Monitoring fondata sul Corso di Laurea Magistrale Management e Monitoraggio del Turismo Sostenibile e una con il Cirem in materia di sviluppo della mobilità sostenibile, attiva, pedonale e ciclabile come opportunità ecologica per raggiungere e fruire delle bellezze dei paesaggi e delle emergenze naturalistiche, archeologiche, storiche e culturali dei territori del Parco. «C’è una grande comunione di interessi a partire dal turismo sostenibile» spiega Patrizia Modica, coordinatrice del corso di laurea magistrale in Management e Monitoraggio del Turismo Sostenibile «Stiamo continuando il lavoro iniziato con gli organismi internazionali e ci siamo candidati per essere Cattedra Unesco». Disco verde da Rosa Cidu, direttrice del Dipartimento di Scienze chimiche e geologiche «Abbiamo cominciato 30 anni fa ad occuparci di siti minerari, siamo stati pionieri in Italia e in Europa», ricorda la direttrice, «Ora il nostro contributo di ricerca potrà essere pienamente utilizzabile in rapporto con l’ambiente».
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