Intervista a Massimiliano Paderi, consigliere di minoranza "Insieme per Sanluri"


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>Massimiliano Paderi, 49 anni, consulente fiscale, dal 2010 consigliere di minoranza del Comune di Sanluri, lascia il gruppo “Insieme per Sanluri” e fa gruppo autonomo. Una decisione a sorpresa, maturata in questi primi 9 mesi della nuova legislatura. Solo, perché? Da qualche tempo, e più volte, mi sono trovato ad operare singolarmente. Nessuna o qualche sporadica riunione di gruppo. Poi il silenzio. Persino per il Consiglio comunale sul bilancio di previsione, ho ricevuto una telefonata dal capogruppo Giuseppe Tatti, che fissava l’incontro nella strada, davanti alla sala consiliare. Per di più, 10 minuti prima della riunione. Impossibile discutere ed accordarci sugli interventi in merito ad uno degli atti più importanti del Consiglio: il documento contabile. Già prima avevo manifestato la necessità di adottare un metodo di lavoro, mettendo in pratica il ruolo delle minoranze. È mancata la disponibilità. Cosa significa fare minoranza? Svolgere il compito di vigilare sull’operato di chi amministra, dare suggerimenti ed anche aiuti, se necessario, nell’interesse della collettività, e costruire l’alternativa politica proposta con il programma elettorale. La gente ci ha votato per questo. Ha creduto in noi. Non possiamo limitarci ad un’alzata di mano in Consiglio. Le nostre armi, che sono interrogazioni, mozioni e vigilanza sugli atti amministrativi, vanno utilizzate. Se non c’è confronto, la democrazia muore. Quali proposte ha avanzato in questi mesi? L’unica opposizione che sto cercando di fare è quella del fiato sul collo e della trasparenza. Fare in modo che la popolazione paghi le tasse, magari con agevolazioni varie, che sia messa al corrente di quanto accade alle loro spalle. Tante le proposte che ho presentato, che andrebbero valutate perché le minoranze hanno il diritto-dovere di farle. Ricordo il baratto amministrativo, l’agevolazione sull’imposta del suolo pubblico, dell’esenzione Imu per i genitori che danno la casa ai figli, il mantenimento della sede Inps, predisporre l’elenco delle imprese e dei professionisti, il risparmio idrico per le aree verdi, il Giudice di Pace, i costi per il Comune del servizio Suap, lo stanziamento di fondi per le scuole. E poi aver convinto la maggioranza a fare marcia indietro sull’abbandono dell’associazione Terra Cruda e sui costi esagerati della politica. Ma soprattutto il controllo puntale dell’albo pretorio. Difficoltà poche o tante? Tantissime. Per avere un’informazione bisogna iniziare una corsa ad ostacoli. Se poi critichi l’operato della maggioranza sei la macchina del fango, se lo promuovi e collabori per realizzarlo sei un’opportunista, uno che vive alla spalle degli altri. L’opposizione, il sale della democrazia, viene vista come la gramigna da estirpare. Deluso? Sto cercando di svolgere il mandato conferitomi dai cittadini. Nonostante le difficoltà riscontrate sino ad oggi sono riuscito a vigilare sull’operato della giunta. Gli ostacoli politico-burocratici non mi impediranno di svolgere i doveri istituzionali di cui la mia carica è insignita. I cittadini mi segnalano criticità e difficoltà, è doveroso che me ne occupi. Sanluri è un paese con tante potenzialità, su cosa dovrebbe puntare per rilanciarsi? Abbiamo molto pane. Pare manchino i denti. Occorre unire le buone intenzioni di tutti per raggiungere una meta comune. Nessuno è migliore dell’altro: insieme si può. A patto che ciascuno ci metta del suo. Santina Ravì sanluri massimiliano paderi

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