Prosegue il cammino di alcuni studenti dell’Einaudi impegnati sul tema della salvaguardia ambientale. Nel piano dell’iniziativa, che trova la partecipazione di una rappresentanza di alunni provenienti fra i diversi indirizzi di studio, come da programma vi è stato un incontro introduttivo volto alla realizzazione di un laboratorio – sul ciclo cibo, plastica, energia – riguardante gli effetti dannosi che la massiccia dispersione dei rifiuti sintetici provoca nei mari, nelle coste e nella campagna.
Il contenuto di tale lavoro applicativo si è concretizzato nella sceneggiatura – dialoghi molto semplici – e nella raccolta di immagini ottenute con disegni appositamente preparati e colorati per l’occasione, nella prospettiva di una rappresentazione ancora da definire.
Il messaggio, nell’intreccio fra testo e figure, esprime la volontà di mantenere alto il valore della ricerca su forme alternative all’impiego di materiali sintetici monouso.
I rifiuti di plastica, fra i banchi di scuola, hanno preso sembianze di personaggi e si sono animati con la creatività dei ragazzi i quali, con fantasia in una dinamica di gruppo, hanno dato vita ai flaconi, alle confezioni e alle bottigliette, attraverso la scelta di nomi – alcuni pittoreschi in modo particolare come ad esempio Bob Bustina, Cecchino Tondo, Fungo Porcino, Uovo Plastico – a cui si sono aggiunte le caratteristiche peculiari, l’occupazione e la loro attività principale all’interno dell’ambiente condiviso con gli esseri viventi; il nostro ecosistema.
L’intento è quello di sviluppare “virtute e canoscenza” sul problema della qualità della vita, esattamente come in ogni altro campo del sapere; su questa missione andrà avanti l’impegno dei docenti e degli esperti coinvolti nel progetto.
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