La cantina Trexenta fra tradizione e innovazione


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>Dal 1956, anno di fondazione, sono sessanta candeline. Il compleanno della società cooperativa che raccoglie gran parte dei produttori vitivinicoli dalla Trexenta e del basso Campidano, ricorre in concomitanza con una vendemmia soddisfacente che offre prospettive confortanti per il futuro.

Un leggero risentimento causato dalla siccità ha determinato una flessione minima nei conferimenti, il cinque per cento circa, rispetto ai dodici mesi precedenti; una variazione trascurabile se confrontata con la qualità del prodotto che rimane comunque di livello elevato.

Complessivamente, in questi anni gli aggettivi adatti per definire la capacità produttiva e il rendimento sono stati stabilità e continuità.

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I risultati di gestione e gli investimenti hanno permesso il raggiungimento di quote di mercato importanti nel commercio con l’estero, in Europa, in Giappone, Cina e Stati Uniti.

La presenza nel territorio sardo risulta in crescita e l’azienda oggi si posizione tra le prime dieci cantine in Sardegna, per fatturato e volume d’affari.

Per la valorizzazione del patrimonio immobiliare della cantina sono stati sostenuti gli investimenti necessari all’installazione di un impianto fotovoltaico con il quale, nel prossimo futuro, si potrà disporre di una fonte rinnovabile, economicamente vantaggiosa e capace di garantire una discreta autonomia contro le fluttuazioni nei costi energetici. La scelta delle fonti rinnovabili si inserisce in un piano all’avanguardia anche nella prospettiva del rispetto per l’ambiente e nell’applicazione di nuove tecnologie per l’intero processo produttivo, dalle prime fasi di trasformazione fino al sistema di imbottigliamento e confezionamento.

Dal presidente della cantina - il serramannese Fulvio Etzi - il traguardo dei sessant’anni è considerato come un’ottima occasione per riproporre la produzione dell’Alter Nos e quindi valorizzare due qualità di vitigno tipiche nel sud Sardegna, la Monica superiore e il Nasco secco, con cui si possono combinare efficacemente il pregio del gusto con l’immagine del nostro vino nel mondo.

Giovanni Contu

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