La Cooperativa Agricola Sociale ‘Santa Maria’ apre ai disoccupati e ai disabili


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>In un momento di profonda crisi economica che pone la nostra provincia al primo posto fra le aree più povere d’Italia, un manipolo di giovani, sull’onda dell’Associazione San Nicolò vescovo Onlus di Guspini, fonda sul finire del 2013 la Cooperativa agricola sociale “Santa Maria”. Costituita da 12 operatori, dieci dei quali soci lavoratori, con sei componenti che portano in dote sei lauree di diverso orientamento rispetto al mondo agricolo e 4 operatori diversamente abili, pienamente integrati nel circuito produttivo. La cooperativa tende a promuovere opportunità di inclusione sociale di persone con particolari difficoltà: giovani inoccupati, persone con disabilità, migranti, ex carcerati e quanti vivono situazioni problematiche date da povertà, abbandono, solitudine e dipendenze varie. Attualmente utilizza per le produzioni terreni abbandonati, messi a disposizione dalla Fondazione asilo “Santa Maria” e dalla parrocchia “San Nicolò”. Le prime produzioni sono legate alla coltivazione degli ortaggi e alla fungicoltura; con il progetto “Il vivaio della Solidarietà”, finanziato dalla Caritas Italiana con l’ 8 per mille e messo a punto grazie al supporto della Caritas Diocesana, si punterà sulla coltivazione, oltre che degli ortaggi e fungicoltura, anche sulle erbe aromatiche. I giovani, in parte provenienti anche dai comuni della diocesi, sono sostenuti dall’Associazione Difendiamo il Creato e dall’Associazione Piccoli Progetti Possibili Onlus di Guspini. Non manca anche il sostegno a livello diocesano con il supporto dell’Ufficio Pastorale per i Problemi Sociali e per il Lavoro e del Centro Culturale di Alta Formazione. Un’azione intensa con al centro la Diocesi di Ales - Terralba, che guarda all’importante obiettivo, legato all’attuazione di uno dei temi cardine del Sinodo Diocesano di recente conclusione, sotto l’egida del vescovo monsignor Giovanni Dettori: Capitolo III - “Il Ministero della carità, della cultura e della comunicazione”, comma e - La Pastorale Sociale e del Lavoro. La Diocesi di Ales - Terralba attenta ai bisogni degli ultimi incoraggia la nuova visione della Chiesa Diocesana che mette le proprie terre, una volta fonte di importanti redditi, poi con il tempo abbandonate, per dare una prospettiva alle giovani generazione che intendono tendere una mano verso gli ultimi; con la terra che da strumento di mera rendita diventa fonte diretta di nuova vita, con la speranza che questa nostra esperienza si irradi presto su tutta la Diocesi. Abbiamo chiesto ad alcuni soci laureati del perché della loro scelta, con l’impegno di scavare ulteriormente sulle attese e sul loro apporto professionale in questa nuova ed ambiziosa prospettiva socio - economica: Stefano Sanna (agronomo), Stefania Muntoni (agronomo), Marcella Manca (educatrice), Carla Serpi (educatrice), Annita Tatti (psicologa del turismo), Simona Liscia (conservatore dei Beni Architettonici Ambientali). «Nonostante ognuno di noi abbia un bagaglio culturale e percorsi accademici differenti», hanno affermato, «il motivo che ci ha uniti nell’intraprendere questa strada, è la consapevolezza che l’agricoltura sociale rappresenti una potenzialità per favorire lo sviluppo del nostro territorio. Siamo convinti che dalla Terra dobbiamo ripartire, dalle sue potenzialità paesaggistiche ancora inutilizzate, motivati dall’impegno sociale e dalla solidarietà, soprattutto oggi in un mondo dove il profitto è l’unico valore e lo sfruttamento dell’altro è il mezzo per ottenerlo. C’è una frase di Kierkegaard che ci piace molto e vogliamo regalare a tutti voi: “non è il cammino che è difficile ma è il difficile che è cammino». Tarcisio Agus 06fo- cassetta erbette  IMG_4404 06fo- prima vegetazione  taglioIMG_4437-1 IMG_4438

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