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>Un 25 aprile di prove generali per la festa di San Giorgio Vescovo di Suelli. La memoria della Liberazione italiana, quest’anno coincide con un appuntamento religioso “minore” in vista della più importante ricorrenza sentita dai suellesi. Per l’occasione celebra la messa don Gigi Melis, già parroco del piccolo centro della Trexenta. Durante l’omelia non nasconde l’emozione e manifesta il caro ricordo per i dieci anni trascorsi insieme, dal 1976 al 1986. Divenuto recentemente monsignor Melis, l’anziano presule saluta i suoi ex parrocchiani con la veemenza che da sempre caratterizza il suo modo di fare ed esorta tutti alla vita di fede, con fervore e semplicità, nello stile dell’autentico cristiano. In un passaggio augura ogni bene all’attuale suo omologo, affinché possa provare grandi soddisfazioni nella futura missione sacerdotale.
Dopo la messa un pranzo comunitario organizzato dal Comitato presieduto da Giorgio Garau che fra l’altro, quest’anno, dal 2 al 6 giugno, celebra 900 i novecento anni dalla morte del Santo.

Fuori, nel sagrato una nota di colore; un mini raduno del Vespa Club Trexenta Parteolla. Occhiali da sole, guanti, giubbotti pesanti, caschi sulla testa contraddistinguono una decina di impavidi vespisti arrivati dai diversi centri del sud Sardegna per un giro in Vespa, intramontabile icona di libertà e giovinezza.
I centauri hanno proseguito poi lungo il tragitto che porta al rifugio della Forestale che nel venerdì della festa accoglierà la tradizionale cena di apertura dei festeggiamenti veri e propri del venerato vescovo di origine cagliaritana ma guida in quella che tanti secoli orsono fu diocesi di Suelli.
Giovanni Contu
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