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>Nell’ultima campagna elettorale, l’attuale maggioranza si è confrontata con l’opposizione su numerosi temi riguardanti lo sviluppo socio-economico del paese; fra questi ha trovato molto spazio (e convergenza d’intenti) l’argomento riguardante la necropoli punica, area archeologica di grande valore storico e culturale che le varie amministrazioni comunali succedutesi negli anni hanno cercato a più riprese (sinora invano) di rendere fruibile al pubblico.

L’area è in sostanza un grande cimitero sepolto risalente a circa duemilaquattrocento anni fa (400 a.C.) appartenente alla civiltà cartaginese. «La necropoli - spiega Elisa Pompianu, l’archeologa che sta dirigendo l’attuale campagna di scavo - è un tesoro molto importante. La sua particolarità sta nel fatto che si trova nell’entroterra dell’isola dove, al contrario delle zone costiere, non si hanno numerose tracce della civiltà cartaginese. Dai numerosi scheletri e dagli oggetti che abbiamo rinvenuto siamo riusciti ad avere maggiori informazioni sull’epoca punica, non solo relativamente alla loro cultura e tradizioni, ma anche, per esempio, sull’alimentazione e le malattie diffuse in quel tempo. Molto probabilmente c’è ancora tanto da scoprire, pertanto l’eventuale apertura della necropoli al pubblico non dipenderà dal termine delle ricerche che, al contrario, potrà avvenire parallelamente al proseguo delle campagne di scavo».

In tanti sono consapevoli del fatto che, data la centralità dell’area e la posizione strategica del paese nel territorio, l’apertura al pubblico potrebbe trasformarsi in una grande occasione di sviluppo turistico per il paese. Ma quando l’area diventerà fruibile ai visitatori? A far luce sulla questione è il sindaco Fernando Cuccu: «Sarà necessario attendere presumibilmente ancora qualche anno; esiste un progetto definitivo che prevede un costo di circa quattro milioni di euro per l’apertura dell’area e il rinnovo della piazza ex municipio adiacente. Allo stato attuale delle cose però il Comune di Villamar non può accollarsi una spesa di simili proporzioni. Vi è però una soluzione alternativa che consiste in un “progetto stralcio” ovvero un piano alternativo meno costoso che permetterebbe comunque di rendere fruibile l’area archeologica; la cifra spendibile in questo caso si aggirerebbe intorno a un milione di euro. Con questi soldi dovremo essere capaci di realizzare: la copertura dell’area degli scavi, l’accessibilità per i visitatori, la sistemazione della piazza adiacente, l’apertura di un front office e, infine, dotare di un sistema antincendio i locali del monte granatico che saranno adibiti a museo per resti e oggetti ritrovati. Vogliamo impegnarci al massimo affinché la necropoli punica diventi un bene visitabile e, al contempo, si trasformi nel centro d’attrazione turistica principale del paese».
Simone Muscas
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