Fino ai primi anni Novanta, quella che oggi è conosciuta come strada provinciale 65 Guspini–Porto Palma, non era altro che una carrareccia sterrata, accidentata e priva di ponti, cunette e segnaletica. Un tracciato rurale, utilizzato principalmente da allevatori, agricoltori e pescatori, oltre che dai mezzi militari diretti al poligono di Capo Frasca. Una via di collegamento precaria, inadatta a garantire sicurezza e continuità di percorrenza a chi viveva nelle frazioni costiere del territorio di Arbus.
La svolta arrivò tra il 1993 e il 1995, quando la Provincia di Cagliari realizzò la prima vera asfaltatura della strada. Un intervento che trasformò radicalmente il tracciato, dotandolo di due corsie, segnaletica orizzontale e verticale e rendendolo finalmente un’infrastruttura viaria adeguata ai nuovi ritmi di vita, di lavoro e di svago.
Per le comunità di Sant’Antonio di Santadi, Tunaria e per i nascenti villaggi turistici di Torre dei Corsari e Pistis, quella strada divenne un collegamento essenziale con Guspini, Arbus e con il restante Medio Campidano. Con l’asfaltatura, la strada assunse rapidamente un ruolo strategico non solo per la vita quotidiana dei residenti, ma anche per lo sviluppo turistico della Costa Verde. Il traffico aumentò progressivamente, in particolare durante la stagione estiva e nei fine settimana, allorquando le spiagge del litorale iniziarono ad attirare un numero crescente di visitatori.
Pendolari, lavoratori stagionali e turisti iniziarono a percorrerla sempre più frequentemente facendo di quell’arteria un asse fondamentale per l’economia e la coesione sociale della zona.

A fronte di questo utilizzo sempre più intenso, tuttavia, nel corso degli anni non sono seguiti interventi strutturali di adeguamento. Dopo la prima asfaltatura, la strada non ha mai beneficiato di un rifacimento organico: solo manutenzioni occasionali, ripristini localizzati e interventi emergenziali, spesso resi necessari da eventi atmosferici o incidenti stradali. Una gestione frammentaria che ha portato, col tempo, al progressivo degrado del fondo stradale e alla perdita degli standard minimi di sicurezza.
Oggi, a oltre trent’anni da quella prima asfaltatura, la strada Guspini – Porto Palma appare come un’infrastruttura rimasta indietro rispetto alle trasformazioni del territorio che attraversa e che conduce alle bellissime spiagge del lungo litorale fino a Scivu e Piscinas.
Ora che la bella stagione è iniziata, la strada urge che sia messa in sicurezza con il ripristino delle strisce di delimitazione delle carreggiate in tutta la sua lunghezza, almeno fino a Tunaria. Guidare di notte in assenza quasi totale di esse è diventato altamente rischioso. Ad alto rischio di incidente sono pure i numerosi avvallamenti e dossi, provocati dal traffico dei mezzi pesanti, specialmente nei tratti costeggianti lo stagno di Marceddì e le curve prima e dopo il ponte del rio Sitzerri, in territorio di Guspini.
La missione principale della nuova Provincia del Medio Campidano non era forse la cura delle strade e la loro sicurezza. Allora non si perda tempo.
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