more
>Nesun dubbio: volontariato e cortesia sono perfettamente compatibili! Lo dimostra la cordiale accoglienza che mi riservano Maria Letizia, Silvio e Marco, da sempre soci operativi, e la responsabile numero uno, Carmen Lecca, presidente da una quindicina d’anni della Libera Associazione Soccorso Arbus. Bella la sede: nuova,moderna, spaziosa, luminosa e di proprietà. Nel piano di sotto adibito a garage due nuovissime ambulanze, anch’esse di proprietà. Un autentico fiore all’occhiello più unico che raro che testimonia assieme a un bilancio contabile ultrapositivo una gestione di vita sociale sempre oculata, virtuosa e parsimoniosa. La mia curiosità è appagata! La Lasa festeggerà il prossimo autunno i trent’anni di attività di un volontariato fatto come sempre con il cuore senza tanti clamori e con grande dignità. Oggi come allora! Migliaia gli interventi finora effettuati. Tutti nell’ambito e a supporto di un settore, quello della sanità, di vitale importanza per la vita sociale di una comunità.

Oggi proprio come allora! Correva l’ottobre del 1988 quando un autentico gruppo di pionieri guidato allora dal suo primo presidente il compianto Franco Melis e seguire Luigi Murtas e Alfonso Lampis tra mille difficoltà logistiche e organizzative diede coraggiosamente vita in silenzio e con tantissimo spirito di sacrificio alla nascita della Libera Associazione Soccorso Arbus. L’associazione sorretta dalla generosa disponibilità di autisti, barellieri e centralinisti, tutti volontari, ha sempre operato e opera tuttora attraverso una propria rete organizzativa per il trasporto di degenti non deambulanti nei ricoveri e dimissioni ospedaliere, visite specialistiche, servizio emergenza e assistenza a manifestazioni civili, sportive e religiose. Dal dicembre 2015 purtroppo non più come 118.

La mancanza di un valido ricambio generazionale ha infatti generato una forte riduzione nel numero di soci operativi e conseguentemente dei servizi e delle copertura delle 36 ore settimanali minimo necessario per la sottoscrizione della convenzione regionale. Carmen Lecca lancia il suo grido d’allarme: «Negli ultimi anni abbiamo riscontrato sempre meno adesioni. Attualmente i soci operativi sono 16 insufficienti però a garantire tutta la potenziale funzionalità della nostra associazione. Mancano barellieri così come mancano gli autisti. Nonostante ciò nell’anno in corso abbiamo già effettuato oltre 130 interventi, un buon numero che dimostra la necessaria imprescindibile nostra presenza nel territorio». Per questa responsabile coraggiosa e con le idee molto chiare è uno dei grandi crucci, ma non il solo, di questa organizzazione che avrebbe bisogno di maggiori attenzioni sia da parte dei privati forse maggiormente attirati da nuove forme di un volontariato più leggero, visibile e accattivante ma forse anche più effimero, sia per quanto riguarda la parte pubblica raramente in grado di offrire valido supporto sia in termini economici che in quelli logistici. «L’amministrazione comunale - continua il presidente - nei nostri confronti è palesemente assente. Mai fatti oggetto del più piccolo contributo economico anzi, siamo stati gli unici, nel variegato mondo del volontariato e dell’associazionismo, “fortunati destinatari” di una “cartella esattoriale” nella quale ci hanno intimato con valore retroattivo il pagamento (circa 30.000 euro n.d.c.) dell’affitto dovuto per l’utilizzo, quando ancora eravamo privi di sede propria, di alcuni locali comunali. Una vera e propria assurdità e paradosso».

«Vogliamo riprenderci il ruolo che storicamente ci compete - dice nell’appello finale di Carmen Lecca - questo attraverso una nuova campagna di sensibilizzazione e tesseramento che possa far riavvicinare i cittadini alla nostra associazione. Necessario oltre che un ricambio generazionale anche la possibilità di poter nuovamente avere un numero sufficiente di volontari volto a migliorare qualità, tempestività e continuità di un servizio davvero importante e insostituibile nella vita sociale della nostra comunità».
Gianni Vacca© Riproduzione riservata