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>Con l’arrivo della primavera sentiamo la voglia di uscire, passeggiare, correre e prendere una boccata d’aria per allontanarci dallo stress lavorativo e quotidiano. Le verdeggianti campagne in fiore offrono spettacoli di colori e nessuno desidera perderseli. Che cosa si presenta dinnanzi un cittadino samassese quando decide di godersi una bella domenica di sole nelle campagne del suo paese? Un paesaggio naturale deturpato dall’incuria dell’uomo.

Nonostante le lamentele inerenti l’esoso contributo che ogni cittadino samassese deve versare al comune tramite TARI, il paese risulta colmo di spazzatura, nelle campagne e oltre. Ora mi chiedo, perché? Perché continuare a riservare rifiuti nelle nostre campagne visto le tassazioni a cui siamo costretti per raccolta e smaltimento? Perché non usufruiamo di un servizio che stiamo pagando, contribuendo anche ad incentivare l’inquinamento ambientale?
Ponti, canali e terreni sono ormai colmi di rifiuti di ogni tipo: dalla semplice spazzatura domestica si passa a vecchi televisori, lavatrici, eternit, carcasse di animali e quant’altro. Per non parlare dei roghi di spazzatura indifferenziata che vengono appiccati nelle campagne e che producono ulteriore inquinamento alla popolazione intera con odori e rilascio di sostanze nocive.

La legge vieta esplicitamente di abbandonare rifiuti di ogni genere (liquidi o solidi) sia sul suolo che nel sottosuolo; tale divieto è esteso anche alle acque e alle falde acquifere. L’articolo 255 del decreto legge numero 152 del 2006 ci ricorda che se è un privato cittadino ad abbandonare o depositare rifiuti dove non è consentito, questo sarà soggetto ad una sanzione amministrativa, che va da un minimo di 300 euro ad un massimo di 3000.
Lo smaltimento degli ingombranti è previsto nel tributo TARI, perché continuiamo a sbarazzarci personalmente di tali rifiuti inquinando l’ambiente circostante e l’aria che noi stessi respiriamo?

È di pochi giorni fa l’ennesima prova dell’ignoranza paesana: un cittadino ha postato su un social network un’immagine che ritrae la carcassa di un maiale in decomposizione abbandonata accanto ad altri rifiuti in località Sa Uga, zona campestre samassese. Molte le foto scattate dai privati e divulgate in rete per denunciare tali comportamenti scorretti, ma, altrettanto numerosi sono, purtroppo, i casi di cittadini che poco si preoccupano di tale problema collettivo e continuano con la loro ignoranza radicata ad accrescere l’inquinamento cittadino.
Carola Onnis© Riproduzione riservata