Si tratta di otto tracce strumentali più due tracce vocali, registrato in digitale ma un po' alla vecchia maniera: «Abbiamo insonorizzato una casa e registrato in presa diretta, facevamo in modo di eseguire un brano dall’inizio alla fine senza interruzioni e se era da rifare lo rifacevamo daccapo, raramente abbiamo tagliato e cucito come si fa nella musica di oggi», afferma il bassista Gianmarco Diana.
E il titolo dell’album vuole far pensare ad una libreria di musica, dove scegli quella che ti serve, la prendi e la ascolti così come si fa con un libro. Una musica, la loro, che ripropone quella che si usava per il cinema e le sonorizzazioni italiane negli anni sessanta e settanta: «Librerie musicali è il termine tecnico in italiano per descrivere la library music, cioè quella musica pensata per le immagini ma senza di fatto avere immagini reali», spiega il tastierista Andrea Schirru, cresciuto musicalmente all’interno del gruppo.
Non da meno è la copertina del disco, creazione dell’illustratore Andrea Cara, che con un tripudio di immagini riporta inevitabilmente alle locandine cinematografiche e copertine di dischi di quegli anni.
Orgogliosi di aver realizzato un lavoro completamente made in Sardegna, prodotto da Andrea Piraz e Roberto Macis del Solid Twin Studio di Cagliari, per dargli concretezza e lanciarlo quindi sul mercato, la band si è dovuta rivolgere ad un editore romano, la prestigiosa Flipper Music, che ha nel suo catalogo capisaldi della musica come Ennio Morricone.
E adesso si pensa già ad un nuovo album e ad un videoclip ufficiale.
Manuela Corona
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