1.Lo screenshot dei messaggi whatsapp
Per poter far entrare il messaggio offensivo come prova nel processo occorre procedere ad uno o più screenshot del display del cellulare. Una volta realizzato lo screenshot, il relativo file può essere stampato, oppure allegato con una pennetta usb al fascicolo.
Chi scrive ritiene precisare che, per il nostro Legislatore, la copia cartacea o digitale di un documento informatico costituisce una “riproduzione meccanica” al pari di una fotocopia. In questo caso può essere considerata prova solo se non viene contestata dalla controparte, cosa che, invece, quasi certamente, farà se non vuole perdere la causa. In caso di contestazione, il materiale non può essere utilizzato e quel messaggio incriminato non può essere considerato prova. Al riguardo la Cassazione precisa che non basta la semplice contestazione, ma questa deve essere accompagnata da motivazioni che la giustifichino (si pensi ad esempio alla mancata indicazione della data).
2.La testimonianza dei messaggi whatsapp
Un altro modo, ritenuto più sicuro, è quello di far leggere il contenuto dei messaggi whatsapp ad una persona che, poi, sia disposta a testimoniare davanti al giudice e a dichiarare ciò che ha letto. In questo modo, il messaggio incriminato farà il suo ingresso nel processo attraverso prova testimoniale. Il teste non dovrà essere teste de relato, ovvero teste indiretto perché venuto a conoscenza del contenuto da altre persone, ma dovrà essere teste diretto, ovvero teste oculare perché conosce il contenuto in quanto da lui letto direttamente. Anche questo modo di acquisire il messaggio whatsapp come prova non è efficace in quanto in sede di controinterrogatorio, l’avvocato di controparte potrebbe far cadere il testimone, sottoponendogli delle domande a tranello.
3.La trascrizione dei messaggi whatsapp
Con una sentenza il Tribunale Meneghino ha ammesso la trascrizione dei messaggi. In caso di contestazione sull’autenticità del messaggio, la parte può chiedere al giudice di disporre una consulenza tecnica d’ufficio. Il giudice provvederà, quindi, a nominare un perito al quale andrà consegnato lo smartphone. Dopo un esame del supporto e della chat, questi provvederà a riportarne il testo su un “documento ufficiale” (cartaceo) che diventa una prova vera e propria nel processo.
4.L’acquisizione dello smartphone al processo
Un’altra modalità con cui il messaggio incriminato può fare il suo ingresso nel processo e, quindi, assumere valore di prova è stata fornita dalla Cassazione: l’acquisizione dello smartphone al processo. La rappresentazione fotografica, infatti, non ha alcun valore senza il supporto materiale che contiene l’originale. È solo con quest’ultimo che si può avere la certezza della effettiva genuinità della stampa.
Attenzione, quindi, a quello che si scrive su whatsapp: i messaggi possono costituire un’utile fonte di prova in giudizio!
Avv. Luisa Camboni
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