Miniera di Sos Enattos: la geologia e le georisorse della Sardegna al servizio della ricerca scientifica


Promossa dalla Commissione Europea, ha fatto tappa a Lula, negli impianti della mniera di "Sos Enattos", la "Notte dei ricercatori". Duplice l'obiettivo degli organizzatori: diffondere la cultura scientifica nella comunità locale e annunciare l'avvio del progetto "Einstein Telescope" che prevede la costruzione di un osservatorio di onde gravitazionali di terza generazione, mirate a sviluppi nel campo della meccanica di precisione, ottica e sistemi laser, sistemi di controllo automatici e metodi di analisi dati e computing. «Da sito turistico della memoria industriale», annuncia il presidente del parco Geominerario Tarcisio Agus, «la miniera Lulese si candida, in gara a con altre due concorrenti europee, a diventare nucleo di riferimento continentale per la ricerca, al fine di meglio conoscere una delle quattro interazioni fondamentali del governo dell'universo, la gravità». «La competizione sarà dura» precisa il presidente Agus, «ma Sos Enattos ha dalla sua alcuni punti di forza importanti: nel geosito minerario dalle vene d'argento, regna quasi un silenzio assoluto e un altro fattore che potrebbe far propendere la bilancia dalla nostra parte, riguarda l'ubicazione della miniera che si trova nella regione europea fra le meno sismiche al mondo, Nel caso in cui Sos Enattos si aggiudicasse la gara, a beneficiarne non sarebbe solo la comunità locale e le zone limitrofe ma tutta la regione». Lo sviluppo del progetto "E. T." si articolerà in due fasi: quella costruttiva che prevede investimenti pari a un milione di euro nell'arco di sei - sette anni per la realizzazione del grande laboratorio, costituito da tre tunnel sotterranei di 10 chilometri di lunghezza mentre quella operativa prevede la presenza di 150 addetti fra ricercatori, tecnici e amministrativi. A regime, le stime prevedono 2.425 visitatori all'anno. «Numeri decisamente importanti», sottolinea il presidente del parcogeominerio, «Un'occasione fortemente voluta dai ricercatori italiani e nella quale noi crediamo fermamente. In essa intravediamo possibilità di sviluppo economico e di nuove competenze ecco perché non possiamo in alcun modo lasciarcela sfuggire. Siamo fiduciosi sull'esito della gara e proprio per questo ci stiamo attivando per non farci trovare impreparati». 

Maurizio Onidi

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