Montevecchio: continuano i lavori di messa in sicurezza della diga fanghi di Levante


di Maurizio Onidi
Aggiornamento da parte di Marcello Serru, assessore con deleghe ai Lavori pubblici, Politiche ambientali, Agricoltura, dei lavori di messa in sicurezza della diga fanghi di Montevecchio Levante, le cosiddette bonifiche  "Per tali  interventi, estremamente complessi sia dal punto di vista tecnico che burocratico, il Comune di Guspini è stato incaricato direttamente dalla Regione. È chiaro che la progettazione e la realizzazione di questo intervento è abbastanza fuori scala per un Comune, tuttavia l’amministrazione con l’ufficio opere pubbliche e ambiente sta affrontando la sfida per il bene della collettività. Il nostro Comune, in questi anni ha portato avanti tutte le procedure necessarie, sia amministrative che tecniche, grazie al lavoro dell’ufficio opere pubbliche [caption id="attachment_120528" align="alignleft" width="400"] Marcello Serru[/caption] e della società incaricata della progettazione. Per portare avanti ogni attività riguardante questi interventi devono essere analizzati i problemi e le conseguenti soluzioni progettuali in appositi tavoli tecnici istruttori convocati dall’ass.to della difesa dell’ambiente, a cui il Comune deve partecipare, questo modo di procedere, probabilmente necessario, ne rallenta inevitabilmente i tempi. Si è dovuto provvedere ad analizzare la diga fanghi in primo luogo dal punto di vista della stabilità, in quanto tali indagini non sono mai state compiute. Ciò è servito anche per valutare se fosse possibile ottemperare alla richiesta della regione di scaricare materiali da altri siti, gli studi effettuati hanno escluso tale possibilità. Siamo arrivati alla definizione dei primi documenti progettuali di fattibilità, i quali danno una dimensione del fabbisogno sia tecnico che economico. A oggi sono in via di effettuazione le indagini di cui alla fase 2, che devono valutare l’attuale argine della diga fanghi e il terreno sottostante che sarà la base per il rinforzo dell’argine stesso. Oltre a ciò si andrà a verificare l’alveo e il terreno circostante del Rio Struvoniga, il quale, scorrendo troppo vicino all’argine della diga fanghi, rischierebbe di eroderlo: pertanto si rende necessario il suo spostamento. Si tratta di un’operazione anch’essa complessa e che necessità di un notevole iter burocratico. Non appena avremo le risultanze delle indagini descritte, si potrà procedere con le fasi successive. Andiamo avanti anche con questo impegno".

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