Con un investimento molto contenuto, di poche decine di euro si può iniziare, e nel giro di qualche settimana il risultato è già visibile.
Produrre verdure a metro-zero, praticamente sul balcone della propria cucina, non è solo un modo per risparmiare sulla spesa, ma anche una nuova forma di esercizio, soprattutto per chi vive in città, è un modo per ristabilire un contatto con la natura.
Secondo la ricerca citata, per realizzare un orto a terra di 20 metri quadrati si spendono circa 250 euro tra terriccio, vasi, concime, attrezzi, reti per delimitare le coltivazioni, sostegni vari, sementi e piantine.
Occorre inoltre ricordare che il costo sostenuto, anche nel 2019, può beneficiare del bonus verde del 36%: fino a una spesa massima di 5mila euro è possibile ottenere la detrazione fiscale sulle spese relative alla sistemazione di giardini e terrazzi.
LA CRESCITA DI TALE ATTIVITÀ OVUNQUE
La crescita di questa attività avviene nei piccoli centri come nelle grandi città italiane. Difatti, seguendo l’esempio della Germania e dei Paesi Bassi, da qualche anno ci sono anche alcuni orti condivisi: a Milano per esempio, sono in funzione gli orti di zona, ovvero appezzamenti di terreno coltivabili con scopo non commerciale con la finalità di incentivare forme di aggregazione tra cittadini e fornire opportunità di svago per il tempo libero, oltre che di riqualificare aree verdi cittadine.
Sono i singoli Municipi a stabilire i criteri di assegnazione e le modalità d’uso: gli orti sono concessi ai cittadini residenti. Per la concessione dell’orto è previsto il pagamento di un canone annuale e la corresponsione di una quota forfettaria per l’utilizzo dell’acqua.
L’esempio di Milano viene replicato oramai in tante altre grande città italiane.
* Commercialista Revisore Contabile
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