REPARTO DI RADIOLOGIA La grave carenza di tecnici non consente di poter utilizzare tutte le apparecchiature radiologiche. Rispetto agli attuali 12 servirebbero ulteriori 5-6 tecnici per erogare efficientemente il servizio. La risonanza magnetica, nell’ultimo anno, ha ridotto sensibilmente le sue prestazioni. L’attività, che veniva svolta per 6 giorni a settimana con una produzione di 30-40 esami si è pesantemente ridotta a soli 1-2 giorni a settimana con una produzione, quando va bene, di 5-8 esami a settimana (in alcune settimane nessun esame). Dall’agosto scorso la risonanza è totalmente inattiva per problemi tecnici non formalmente dichiarati. Pertanto l’ospedale non può erogare tale prestazione. Ciò comporta che i pazienti ricoverati, che necessitano di effettuare tale esame, devono attendere un appuntamento in un altro ospedale e affrontare un disagevole trasporto in ambulanza; oppure, quando l’urgenza non consente di attendere, occorre trasferire il paziente in un’altro ospedale. «C’è da evidenziare», denunciano i sindacati, «che il trasferimento in un altro ospedale è un’operazione estremamente complessa. Presuppone infatti dover occupare posti letto di altri territori e, sovente, capita che il personale dell’ospedale ricevente opponga resistenza, soprattutto quando si tratta di casi che, potrebbero e dovrebbero, essere gestiti in loco». Anche altri servizi della radiologia, in particolare la Tac, non riescono a fornire prestazioni in tempi brevi, soprattutto per i ricoverati. Occorre attendere sino a 7-10 giorni. «Il fermo della risonanza magnetica ed i lunghi tempi di esecuzione di una Tac», aggiungono Cgil, Cisl e Uil, «provocano allungamento dei tempi di ricovero, ritardi e difficoltà nelle diagnosi, con il conseguente pericolo per i pazienti. Gli utenti non ricoverati non possono eseguire risonanza magnetica in loco e devono attendere non meno di 60 giorni per una Tac con mezzo di contrasto. Altra tegola la chiusura improvvisa del servizio Moc. Inoltre gli ecografi, gli apparecchi per le radiografie tradizionali in ospedale e il mammografo di Sanluri risultano ormai obsoleti e sarebbe necessario una loro urgente sostituzione. L’apparecchiatura informatica di ricostruzione delle immagini utile per AngioTac, enteroTac e Dentalscan risulta guasta, non ancora riparata o sostituita».
REPARTO DI MEDICINA. Ha una dotazione di 36 posti letto e prende in carico da un minimo di 38 ad un massimo di 58 pazienti. Per evitare l’affollamento dei letti nei corridoi, vengono appoggiati in altri reparti, con tutti i conseguenti e comprensibili disagi sia per i pazienti sia per il personale medico e infermieristico. Le cause del sovraffollamento sono individuabili nella aumentata richiesta di ricoveri, nei tempi dilatati di degenza, nella necessità di dover praticare gli esami della risonanza magnetica, Angio-Tac, elettroencefalogrammi in altre strutture ospedaliere e infine, ma non per ultimo, nella mancanza di una osservazione breve intensiva in pronto soccorso.
Il numero di medici in organico è sufficiente all’assistenza di 36 ricoverati, non di 50. «La Medicina ha anche un day hospital, che incrementa e complica ulteriormente il carico di lavoro del reparto», sottolineano i sindacati, «Attualmente il numero dei medici in organico è 8 più il primario, ma andrebbe incrementato di altre 2-3 unità. Anche il numero di infermieri e oss è insufficiente (un coordinatore, 16 infermieri e 8 oss) per cui andrebbe incrementato di almeno di 3 infermieri e 4 oss.
Nel turno notturno operano solo 2 infermieri e nessun oss. Si consideri che la loro attività assistenziale non si limita alla sola sorveglianza dei degenti, ma anche alla presa in carico di nuovi ricoveri, che possono essere dai 4 ai 7 per notte. La non disponibilità della Risonanza, AngioTac, Elettroencefalogrammi comporta per il reparto dover trasportare i pazienti in ambulanza per eseguire gli esami in altri ospedali. Mediamente occorre organizzare uno o più viaggi ogni giorno, che impegna non meno di 2 operatori (medico, infermiere oppure oss) per accompagnare il paziente, sguarnendo ulteriormente il servizio per diverse ore.
REPARTO DI ORTOPEDIA Nel 2018 ha perso tre medici, che non sono stati sostituiti. Da diversi mesi la direzione ha comunicato l’arrivo di un medico, ma al momento continua ad essere solo un annuncio. L’organico attuale, che consta di 8 medici più il primario, necessita di ulteriori 2-3 medici, almeno. Il reparto ha 29 posti letto e una notevole richiesta di prestazioni. I tempi d’attesa sono 100 giorni per una visita ortopedica ambulatoriale, 6-8 mesi per interventi di protesica, 3 mesi per artroscopie, 3 mesi per interventi di spalla, 1 anno per alluce valgo.
Anche il numero deglii infermieri è insufficiente. Operano un coordinatore, 13 infermieri, 2 oss, e altri 4 infermieri impegnati nell’attività ambulatoriale e di urgenza nella sala gessi. Sarebbe necessario incrementare l’organico con almeno 2-3 infermieri e 6 oss. Anche in ortopedia, come in medicina, la notte turnano solo 2 infermieri e nessun oss per 29 ricoverati.
REPARTO DI CARDIOLOGIA Anche in cardiologia, dove è presente un Utic, il personale medico, infermieristico e di supporto non è sufficiente a garantire l’assistenza. Basti pensare che un infermiere e un medico, quasi quotidianamente, devono allontanarsi dal reparto per poter accompagnare i pazienti che hanno bisogno di effettuare esami ad alta attività assistenziale (coronarografia, PTCA, risonanze cardiache), lasciando l’unità operativa con un solo infermiere a garantire l’assistenza sia per l’UTIC sia per la corsia di degenza.
La mancanza di personale ha contribuito e continua a contribuire alla chiusura di ambulatori specifici per l’erogazione di prestazioni di 2° livello (eco stress, eco trans esofagei) che i pazienti devono purtroppo eseguire in altre strutture con aumento della mobilità passiva.
Gian Luigi Pittau
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