Pabillonis, studenti, genitori e insegnanti in piazza per dire no alla violenza contro le donne


di Dario Frau
  Neppure la rigida mattinata e il vento che ha soffiato impetuoso hanno bloccato la partecipazione di studenti, insegnanti, genitori e cittadini alla manifestazione di sabato 25 novembre, organizzata per dire basta alla violenza contro le donne. Il 25 novembre, giornata dedicata a questa importante iniziativa, la comunità pabillonese non è voluta mancare. Prima ancora delle undici, l’ora fissata per l’appuntamento, alla spicciolata i partecipanti sono arrivati in piazza San Giovanni. Alunni della scuola primaria e la terza classe della secondaria, con gli insegnanti e docenti, hanno preso posizione sotto i portici del comune. Vista la giornata particolarmente fredda, infatti, gli organizzatori hanno optato per lo spazio coperto del municipio, proprio di fronte alla piazza, dove erano state posizionate anche tante scarpe rosse. È stata l’insegnante Graziella Gambella a coordinare le varie fasi della manifestazione: gli scolari della terza classe primaria, di fronte ai partecipanti riuniti in circolo, hanno presentato la Pigotta rossa, la quale è stata chiamata Giulia: una bambola simbolo, che posizionata bene in vista su una sedia, è stata il punto di riferimento delle attività che si sono susseguite. “I piccoli alunni hanno letto, inizialmente, le filastrocche di Anna Sarfatti, per sottolineare il diritto di essere rispettate per tutte le scelte che facciamo, e ricordare la parità di diritti tra uomini e donne, ma soprattutto per comprendere che “vogliono diventare grandi donne e che non si accontentano di diventare solo donne grandi”, ha spiegato Graziella Gambella. Un gioco intrigante ha poi coinvolto gli alunni della terza media: un gomitolo di lana rossa, lanciato tra di loro, come un bouquet della sposa nei matrimoni, vincolava e impegnava chi lo prendeva a leggere una frase, un detto, una citazione di scrittori/scrittrici famosi/e relative alla dignità e rispettabilità delle donne. Un gioco interattivo che alla fine ha prodotto una rete rossa avvolgente, dove anche il pubblico è stato coinvolto, come a impegnare tutti, in questa lotta di condanna contro la violenza sulle donne. Gli alunni, inoltre,riuniti in circolo, con indosso un fiocchetto rosso simbolo del “no” alla violenza sulle donne, hanno cantato, la canzone Super Eroi  e in seguito, hanno coinvolto gli spettatori in un ballo collettivo. È stato un segnale semplice, ma fermo e deciso per denunciare questo fenomeno che aumenta di giorno in giorno e lascia sgomenta l’opinione pubblica. L’ultimo episodio, che ha visto la ventiduenne Giulia Cecchettin soccombere nell’ennesimo atto di violenza del suo ragazzo, ha suscitato tanta commozione e sdegno anche in paese.  

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