Perche dimenticare? Storie di povera gente


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>L’associazione culturale “Il Pungolo” attiva da oltre dieci anni nella programmazione di eventi culturali per Serramanna ha regalato una piacevole serata al pubblico che ha seguito numeroso la presentazione del libro “Perché dimenticare. Storie di povera gente” scritto e ideato da Alberto Palmas. L’autore, classe 1947, oggi in pensione, senza avere la pretesa di realizzare un’opera di carattere letterario o di documentazione storica, ha raccolto in un volume importanti testimonianze che raccontano alcune esperienze drammatiche vissute dai serramannesi.

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La serata è stata aperta e coordinata dalla presidentessa dell’Associazione culturale, Mariagrazia Cossu che ha introdotto i relatori davanti ad una platea che ha gremito la sala dell’ex Montegranatico, ormai sempre più spesso dedicata ad iniziative di carattere culturale. Le aspettative dei curiosi ed appassionati della storia serramannese non sono state deluse dai numerosi spunti di riflessione che gli argomenti trattati nel libro e gli interventi dei relatori presenti hanno generato nell’attento pubblico partecipante.

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Il compito di introdurre il lavoro dell’autore è stato affidato a Maria Rosaria Lasio, la prima lettrice delle testimonianze raccolte e curatrice del testo, «Sono stata da subito contagiata dall’entusiasmo di Alberto» -dichiara - «è stata mia cura non stravolgere la sua impostazione» e sottolinea la scelta del titolo che non presenta volutamente segni interrogativi perché non deve essere letto come una domanda ma «una interlocuzione, che richiama il concetto “è utile ricordare le esperienze dei personaggi riportate nel testo”» e prosegue precisando che «il libro racconta le vicende di persone di Serramanna che hanno avuto una vita non facile ma che sono state d’esempio e sono state un collante per la comunità». L’attenzione sui protagonisti delle vicende raccontate è stata poi dedicata dall’intervento del professore Lorenzo Di Biase, già conosciuto dai serramannesi per aver lavorato alla pubblicazione del volume “Bonaventura Pinna. Un idealista del nostro tempo”, il quale ha sottolineato come «il libro parla di agricoltori, pastori, operai, domestiche, è un libro che parla di noi sardi perché è un testo che racconta vicende che potrebbero essere ambientate non solo a Serramanna ma anche a Samassi o ad Ozieri, negli ultimi due secoli». Continua il suo intervento soffermandosi sull’analisi di un altro aspetto interessante che si evince dalla lettura del libro ossia «il recupero della lingua sarda attraverso il ricordo di espressioni, luoghi, soprannomi, proverbi» per poi spostare la sua attenzione da studioso sui diversi personaggi ricordati, tra cui Bonaventura Pinna, ma anche Fadda Luigi e Ortu Raffaele.

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Concluso il contributo del professore Di Biase, interviene la relatrice Lorena Cordeddu, responsabile del Centro per il lavoro di Sanluri, che precisa subito «la mia presenza qui oggi non è dettata tanto per le mie competenze professionali quanto per l’amicizia e la condivisione di ideali e di valori che ci lega con Alberto da anni» ma come esperta del mondo del lavoro la sua analisi del testo, che si legge tutto di un fiato, non poteva non soffermarsi su l’altra importante riflessione legata alla sicurezza sul mondo del lavoro ed alla condizione femminile. «Il libro racconto un secolo che potrebbe raccontare se non tutta l’isola, sicuramente tutto il sud Sardegna. Con una semplicità inaudita il libro parla di problemi che sono attuali tutt’oggi. Si parla di infortuni sul lavoro» che aggiunge «purtroppo stanno aumentando in agricoltura ed in edilizia, i due settori trainanti della nostra economia» e prosegue «si parla di lavoro femminile e di violenza sulle donne, argomento attualissimo legato non solo al lavoro ma alla vita quotidiana», e conclude nell’evidenziare come la lettura del testo vada «al di là della semplice testimonianza, ma trasmetta un messaggio di speranza».

Il pubblico ha potuto apprezzare gli argomenti trattati e prender visione di parte del vasto patrimonio documentale e fotografico raccolto che è stato esposto e messo a disposizione dei partecipanti fino alla conclusione della serata, durante la quale è stato annunciato un altro lavoro di memoria storica dedicato a Serramanna di Luigi Atzori, attualmente in fase di stampa, che verrà presentato all’interno della rassegna culturale programmata dal Il Pungolo, il prossimo 3 novembre.

Elena Fadda

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