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>Il ricordo del fondatore dell’oratorio è più che mai vivo nei guspinesi e in particolare fra coloro che conobbero don Michele Pinna. Per questo l’amministrazione comunale ha deciso di dedicare al sacerdote una piazza in riconoscimento del suo operato, svolto con abnegazione in favore di tutta la popolazione.

Domenica 19 novembre, su richiesta del comitato di ex oratoriani, il sindaco Giuseppe De Fanti, scoprendo la lapide, ha istituzionalmente dedicato la piazza de Sa Piscedda a don Michele Pinna, fondatore dell’oratorio san Domenico Savio. «Nell’oratorio di don Pinna – ha commentato il sindaco - si formarono molti liberi professionisti, artigiani e cittadini che hanno dato un contributo sociale allo sviluppo del paese grazie alla formazione civica e alle attività oratoriane”. Il parroco di San Nicolò don Antonio Massa ha benedetto la targa. «Esprimo soddisfazione per lo spazio dedicato alla memoria di don Pinna», ha sottolineato il parroco, «in questo luogo antico di Guspini conosciuto come ‘Sa Piscedda’, utilizzato da generazioni per l’approvvigionamento d’acqua. Oggi piazza d’incontro estivo per gruppi e famiglie».

Mario Serpi uno dei primi oratoriani che collaborò con don Pinna ha ricordato l’operato del sacerdote: «Don Pinna fu un grande organizzatore seppe dare un compito ad ogni giovane. Ricordo quanto lo sostennero i suoi genitori Gerolamo e Filomena nel suo apostolato a Guspini. Appena arrivato solo perché era un prete veniva chiamato ‘u saccu de craboi’ ma dopo alcuni anni si seppe conquistare la stima di tutti. Organizzò attività sportive, la scuola cantorum, la banda musicale, i gruppi in divisa, le feste se si concludevano con la fisarmonica da lui suonata, le rappresentazioni teatrali». All’inaugurazione erano presenti i parenti di don Pinna, venuti appositamente da Gonnostramazza. Al termine don Daniele Porcu ha assicurato che gli oratoriani si prenderanno carico del luogo utilizzando lo spazio come una parte integrante dell’oratorio. È seguita una festa in oratorio con tanti oratoriani e cittadini.
Mauro Serra© Riproduzione riservata