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Mercoledì 28 dicembre alle 10,30 nella chiesa parrocchiale di Santa Barbara a Villacidro ci sarà l’assegnazione del premio di laurea “mons. Giuseppe Pittau S.J.” Il premio di laurea “Mons. Giuseppe Pittau S.J.” è stato istituito dalla ONG “Piccoli Progetti Possibili Onlus” e dall’”Associazione Centro Culturale di Alta Formazione Onlus”. È sostenuto dagli ex allievi della Sophia Universtity di Tokyo. Il premio è assegnato a giovani laureati che concorrono con tesi sulla Pace, sull’Ecumenismo e la Politica Internazionale. Alla premiazione sarà presente monsignor Padre Roberto Carboni, vescovo di Ales Terralba, i membri della giuria e il sindaco di Villacidro Marta Cabriolu.

Profeticamente Padre Giuseppe Pittau S.J. scriveva nel 2003: «L'educazione alla pace esige una adeguata e realistica intelligenza della condizione umana. Il riconoscimento del male in tutte le sue forme, la immane potenza del negativo ha nei regioni totalitari di destra e di sinistra e nella guerra la sua manifestazione più drammatica. Ma questo riconoscimento non deve paralizzare la fiducia nelle risorse positive dell'uomo : nasce così la disposizione al dialogo come via privilegiata alla pace. Bisogna puntare sulle forze di pace nascoste negli uomini e nei popoli che soffrono. La guerra porta solo distruzione e non produce nulla di positivo ; produce solo un futuro di sofferenze ancora più grandi. Alla forza della coscienza ben più che alla violenza è affidata la causa della pace. E nel piano politico la pace richiede strutture politiche sovranazionali davvero efficaci nell'arginare le possibili sopraffazioni. Che presto venga il giorno in cui l'unico intervento armato o tra nazioni o contro un oppressore, tiranno non scelto o anche scelto democraticamente, che calpesta i diritti dei cittadini, possa essere deciso solo dalle Nazioni Unite, usando il nuovo principio di ingerenza umanitaria, già usato in alcune occasioni, per evitare mali peggiori senza la guerra civile o la guerra tra nazioni o etnie. La ricerca di giustizia, di eguaglianza, di solidarietà, il potenziamento del dialogo, dei sistemi democratici, degli organismi di controllo interazionali. La stessa dissuasione dovrebbe fondarsi non sulla minaccia rappresentata dagli arsenali, bensì su quelle risorse ben più degne dell'uomo che sono la solidarietà interazionale, le sanzioni giuridiche, l'isolamento di chi fa ricorso alla prepotenza e alla forza. Rassegnarsi alla logica della dissuasione armata vuol dire accettare la spirale perversa degli armamenti e finire in una trappola mortale per l'umanità. Quanto al disarmo, vi è convergenza circa la necessità di disarmo bilaterale, controllato. Ma bisogna prepararlo anche con rischi calcolati che spianino la via al disarmo. Il giudizio etico non si limita a propone istanze e soluzioni radicali, utopico-profetiche, si impegna altresì a mediarle entro le condizioni storiche e politiche concrete. Ma è ima mediazione come nei giorni della Guerra del Golfo e della Guerra dell'Iraq, non piega l'appello alla pace alla "Ragion di Stato." Tale polarità rispecchia la struttura della coscienza umana : istanza capace di riconoscere valori assoluti e al tempo stesso istanza storicamente situata. Richiamare la coscienza a tali valori con l'impegno educativo e intervenire sulla complessità storica con il lavoro politico : ecco il duplice orizzonte per coloro che vogliono essere costruttori di pace e lavorare per la dignità dell'uomo». Padre Giuseppe Pittau S.J.
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