Presentato il libro “Cuori nel pozzo” di Roberta Sorgato


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>Cuori nel pozzo è un bel racconto: storie di miniera e di povertà, di uomini e di forti flussi migratori indirizzati soprattutto verso le grandi miniere nere del Belgio. L’Italia tremendamente devastata e impoverita dal secondo conflitto mondiale agli inizi degli anni cinquanta del secolo scorso offriva ben poco. Solo l’opportunità di cercare fortuna altrove. La meta preferita era il Belgio con i suoi enormi bacini carboniferi: “Uomini in cambio di carbone” recita nella sua didascalia il libro. Uomini costretti a durissime condizioni lavorative e a subire trattamenti fortemente discriminatori da parte delle popolazioni locali. Condizioni di vita e sanitarie disumane che generavano tra i giovani minatori un altissimo tasso di mortalità e patologie specifiche e irreversibili quali la silicosi. Un vero e proprio dramma nato in seguito ai patti stipulati tra l’Italia di De Gasperi e il Belgio per cui la penisola avrebbe ottenuto carbone a un prezzo di favore in cambio di uomini per il lavoro in miniera. Oltre centoquarantamila furono gli italiani che tra il 1946 e il 1963 presero la via del Belgio. Per molti fu un viaggio di sola andata. I nostri connazionali morti in quelle miniere furono ben 867 su un totale di 1126 vittime. L’8 agosto del 1956 ci fu l’immane tragedia di Marcinelle con 262 vittime delle quali ben 136 di nazionalità italiana. Sei mesi prima, l’8 febbraio dello stesso anno, muore invece nel crollo di una galleria assieme ad altri sette italiani nella miniera di Rieu du Coer Nanni Sorgato, veneto, trent’anni padre dell’autrice. Il ricordo delle vittime veniva affidato quasi esclusivamente alle famiglie perché l’Italia e le istituzioni spesso e volentieri, dimenticandoli, avevano a lungo cinicamente tenuto questi uomini in conto figliastri. Un libro essenzialmente autobiografico che l’autrice Roberta Sorgato propone attraverso la stretta collaborazione con l’assessore Rosalba Onnis quale primo appuntamento del nuovo anno accademico dell’Università della Terza Età. Alta l’attenzione del numeroso pubblico intervenuto nell’aula consiliare del comune di Arbus e d’altronde non potrebbe che essere così per chi ha radici così profonde con la miniera, per chi ama leggere e ascoltare testimonianze di vita vissuta, per chi ha perso persone care  che hanno consumato la loro esistenza, a volte troppo breve, per guadagnarsi un tozzo di pane. «Orgogliosa e onorata di essere qua - dice l’autrice in premessa - I minatori sono eroi, persone speciali molti dei quali hanno fatto dono del loro cuore rimasto intrappolato in fondo al pozzo».

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Cuori nel pozzo rievoca la durissima realtà degli emigrati italiani nelle miniere di carbone del Belgio costretti, quasi emarginati, a trovare alloggio in misere baracche strappate qualche anno prima ai campi di concentramento nazisti. Un omaggio rivolto ai tanti che consumarono la loro esistenza fino al sacrificio estremo per amore e per garantire quel “pezzo di pane nero”a quanti erano rimasti a casa ad aspettarli. Un omaggio struggente, carico di dolore e di grande commozione al padre, a Nanni Sorgato, che spinto dalla povertà nella speranza di una  vita migliore nei primi anni cinquanta abbandona l’Italia. Qualcuno riesce a realizzare i propri sogni, altri  muoiono sotto il crollo di una galleria o in fondo al pozzo. «È un libro - dice  la Sorgato - dedicato a tutte le donne che hanno seguito il marito nella partenza come fece sua madre e alle donne rimaste che hanno curato l’educazione dei figli sperando nel ritorno del marito. Il libro però è dedicato anche ai giovani che non trovano il loro futuro in patria ma devono valorizzarsi all’estero. È un libro -conclude l’autrice- dedicato a tutte le sofferenze causate dalla mancanza di lavoro ma anche allo sfruttamento e ai diritti negati». La serata è stata arricchita dalla lettura di alcuni passi del libro recitati da Graziella Zanardo presidente dell’associazione “In volo libero”, dalla testimonianza di “Mario” rientrato in patria dal Belgio dopo quasi mezzo secolo, da Iride Peis autrice a sua volta di numerose pubblicazioni sulla vita in miniera, dall’intervento istituzionale del vice sindaco e assessore alla cultura Michele Schirru e da Salvatore Sanna presidente dell’Università della Terza Età.

Gianni Vacca

L’autrice   Roberta Sorgato è nata Boussu in Belgio nel 1955 da genitori italiani e vive con la famiglia a Ponte di Pieve in provincia di Treviso dove esercita la professione di insegnante. Dedica gran parte del suo tempo libero ai ragazzi delle scuole primarie e medie di tutta Italia presentando e commentando le sue opere di narrativa nel corso di stimolanti “Incontri con l’autore”. Come autrice ha esordito nel 2001 con il romanzo “Una storia tutta pepe” seguito nel 2002 da “All’ombra del castello”, nel 2005 ha pubblicato “La casa del padre”, nel 2010 il libro di maggior successo “Cuori nel pozzo” e infine nel 2011 “Storie di carta”. (g.v.)

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