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>Londra? Milano? Parigi? New York? Macché nessuna capitale dell’alta moda interessata! E neppure grandi firme quali Coco Chanel, Armani, Prada, Gucci o Dolce & Gabbana! Solo bellissime modelle, questo sì, il che non è un dettaglio, protagoniste di una singolare passerella splendidamente vestite con abiti usati o confezionati con materiali da riciclo scaturiti dalla fantasia di bravissime stiliste made in Arbus e dintorni. La fashion–day arburese sesta edizione del “Pret a Porter“ organizzato nella solidarietà e per la solidarietà dall’Associazione Angeli nel Cuore trova le luci della ribalta quest’anno, per la prima volta, nella magnifica location dell’anfiteatro comunale.

Magnifico il colpo d’occhio, magnifica la scenografia. Due le categorie in gara: gli abiti usati e quelli confezionati con materiali di riciclo. A sfilare anche due abiti realizzati nel carcere di Is Arenas. Tanti i partecipanti, tanti i paesi rappresentati sia tra i modelli che tra i creatori degli abiti tutti rigorosamente impegnati al ricupero di quel “poveri ma belli” luogo comune che sa tanto di neorealismo primi anni ’50, anni di grande povertà, di crescita economica e culturale, di grande dignità, umanità e solidarietà. Il lavoro della giuria cui ha preso parte anche la stilista romana Monica di Pietro è stato particolarmente difficile. Abiti sempre originali, a volte bizzarri, mai comunque banali.

Buste di plastica, carte da gioco, pasta scaduta, tovaglioli e piatti di plastica, vecchie zanzariere sono solo alcuni dei materiali usati: un vero e proprio trionfo della fantasia condivisa dal numeroso pubblico presente che non ha lesinato meritati apprezzamenti e tanti applausi. Numerosi i premi assegnati. Il premio per l’abito di riciclo più originale è appannaggio per il terzo anno consecutivo dall’associazione Naif Style di Alessandra e Rosita che hanno presentato l’abito “Madre Terra” indossato da Jessica Atzeni e realizzato con foglie di fichi d’india essiccati. Il premio per l’abito usato è invece stato assegnato a Riccardo Lampis mentre la fascia per miss riciclo è andata alla quindicenne Michela Grussu di Arbus e quella di mister riciclo a Danilo Marongiu di Villasor. Tra gli abiti confezionati con materiale di riciclo particolarmente originale l’abito “Pasta, pomodoro e basilico” realizzato con alcuni chilogrammi di pasta scaduta e colorato con vernice acrilica con il tricolore italiano. Molto interessante e di grande pathos la mini rappresentazione teatrale dedicata alle donne e al ruolo che assumono,spesso per volontà altrui, nella società moderna. Uno spazio carico di emozioni che invita alla riflessione e al rispetto: per la sposa bambina (dramma e vergogna), per la donna sofferente (spesso dimenticata), per la donna che lavora fuori casa e per la donna casalinga e donna madre.

La serata presentata con bravura da Leila Foddai ha avuto anche i piacevoli e preziosi intermezzi musicali proposti con grande professionalità da Silvia, Sabrina e Patrizia Corona. L’evento come ha ricordato a fine serata Adele Frau presidente dell’associazione Angeli nel Cuore è vissuto in perfetta simbiosi con la solidarietà trasformatasi in una grandissima e generosa raccolta di viveri destinati alle famiglie bisognose del paese.
Gianni Vacca© Riproduzione riservata