Progetto Comunista. Martino Vaccargiu: “Puntare sulle Partite Iva e sulle piccole imprese per realizzare progetti di sviluppo”


Per il lavoro occorre puntare sulle Partite Iva e sulle piccole-medie imprese con politiche di sostegno nell’accesso al credito per realizzare progetti di sviluppo e alle misure esistenti di contributo alla crescita, offrendo maggiore e più efficiente assistenza da parte della Regione e degli enti strumentali. Agricoltura, pastorizia e artigianato vanno aiutati con la ricerca, con le tecniche di vendita perché nei mercati globali c’è posto solo per chi offre qualcosa di diverso e di qualità. In Sardegna un giovane su tre è disoccupato, bisogna attivare dei percorsi di formazione professionale finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro e applicare una decontribuzione per le aziende che assumono giovani. Bisogna proseguire la Riforma Sanitaria con un potenziamento dell’assistenza e dei servizi territoriali. È fondamentale semplificare gli iter burocratici e le procedure che riguardano i servizi all’ammalato, dalle liste d’attesa alle prescrizioni per gli ausili sanitari, sensibilizzando i cittadini sui propri diritti. I servizi privati convenzionati non devono più essere dei monopoli in concorrenza con il servizio pubblico, a svantaggio di quest’ultimo. Bisogna aggredire la dispersione scolastica, considerando che la Sardegna presenta forti diseguaglianze territoriali, economiche e sociali. Gli studenti devono ricevere un’istruzione di qualità indipendentemente dalla residenza, dal reddito familiare o dal tipo di scuola che si frequenta. Occorre dunque intervenire per risolvere i problemi della mobilità e della distribuzione territoriale dell’offerta scolastica. Occorre aiutare i giovani sardi a frequentare l’Università,  garantendo a tutti il Diritto allo Studio con un potenziamento del finanziamento delle borse di studio, la reintroduzione del presalario e diminuendo le tasse universitarie. Il PPR delle zone interne, fermo dal 2008, va completato per garantire la tutela del paesaggio ed il rafforzamento del sistema insediativo esistente nei piccoli e medi centri; serve snellire la burocrazia e aiutare economicamente le singole amministrazioni nell’adeguamento del PUC. Le attuali norme urbanistiche risalgono a più di trenta anni fa e si deve costruire un quadro normativo più moderno, affidabile, snello e coerente, adeguando i parametri del Decreto Floris  alle nuove esigenze della Mobilità Sostenibile e approvando una Nuova Legge Urbanistica. Bisogna preservare la nostra terra da un ulteriore consumo del suolo non solo nelle coste, ma anche dei paesaggi agropastorali, al fine di garantire e incrementare la produttività, impedendo l’assalto degli speculatori edili e delle energie rinnovabili. È fondamentale disincentivare il diradamento abitativo nell’Agro,  che comporta elevati costi in termini ambientali e di servizi ai cittadini. La Sardegna non è solo di mare, è fatta di tradizioni millenarie, arte e buon cibo. È fondamentale dunque destagionalizzare la stagione, promuovendo ciò che ci caratterizza, per aiutare l’economia dei piccoli centri.

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