Proseguono le manifestazioni di Autunno d’autore


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>Venerdì 10 novembre, nelle Case a Corte, si terrà il secondo appuntamento di “Autunno d’Autore  dedicato a Grazia Deledda”, organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Guspini, in collaborazione con la Proloco e il Sistema bibliotecario Monte Linas con la presentazione del libro  Quasi Grazia di Marcello Fois, “Quasi  Grazia” è un reading letterario interpretato per l’occasione da Lia Careddu, Valentino Mannias e Cristina Maccioni, tratto dall’omonimo libro di Marcello Fois divenuto uno spettacolo teatrale dedicato a Grazia Deledda e che, dopo le date di Nuoro e Cagliari, i giorni scorsi è stato presentato con successo al Teatro Puccini di Firenze.

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Marcello Fois illumina tre momenti decisivi della vita dell’autrice di Canne al vento, consegnandoci una storia di vocazione imbattibile, di tenacia assoluta, di fede cieca nel potere della scrittura. Un omaggio appassionato a un’autrice che letta oggi rivela tutta la sua dirompente contemporaneità. “Decidere di parlare della Deledda è un atto che può avere del temerario. Specialmente per uno scrittore, specialmente per uno scrittore nuorese. L’ipotesi poi di parlarne portandola in scena rasenta la follia se è vero che il teatro è un medium impietoso e rituale. La mia idea, direi la mia ossessione, era che di questa donna, tanto importante per la cultura letteraria del nostro Paese, bisognasse rappresentare la carne. Come se fosse assolutamente necessario non fermarsi a una rievocazione “semplicemente” letteraria, quanto di una rappresentazione vivente. I grandi scrittori, i grandi artisti sopravvivono. Questa Deledda non morta, che agisce, pensa, soffre, commenta, mi pareva una Deledda assai più efficace, sul piano della restituzione di quanto potesse fare qualunque romanzo o racconto. Volevo che la si sentisse parlare. Volevo che la si vedesse muovere. Volevo che si constatasse nei fatti per quali vie uno scrittore, seppure biologicamente morto, possa considerarsi vivente e agente. In un mondo migliore per questo esercizio basterebbe l’educazione alla lettura, l’idea che il traguardo di uno scrittore, e il Nobel è un traguardo notevole, rappresenti un traguardo del lettore, ma, considerando che Grazia Deledda non è nemmeno compresa nel canone ministeriale, pur essendo a tutt’oggi l’unica donna italiana ad avere ricevuto l’ambito premio, è evidente che siamo lontanissimi dall’abitare una civiltà letteraria matura. Perciò ho deciso che la via migliore per riportare la Deledda al posto che le spetta era quella del rito vivente attraverso il quale da millenni rievochiamo fatti e senso collettivamente. Il teatro è un territorio potente. Un falso/vero attraverso il quale si rappresenta la sostanza senza passare dalla retorica della sostanza. Questa Deledda in carne ed ossa rifiuta il luogo comune di sé stessa.”.

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