more
>La statua lignea di Sant’Anastasia, dopo il delicato restauro cui è stata sottoposta grazie al contributo del comitato, è tornata nella sua chiesetta. La cerimonia ha avuto inizio con la benedizione del simulacro da parte del parroco, don Stefano Mallocci. Prima della processione per le vie del paese, sono stati spiegati ai fedeli tutti i passaggi che hanno riportato al suo antico splendore il simbolo dell’omonimo sito nuragico e della sua chiesetta. La statua, 70 centimetri di altezza, quasi sicuramente realizzata nelle botteghe di scultura napoletana, risale al 1779, data indicata nel basamento, ed è riferita a una possibile firma nascosta dalle ridipinture eseguite durante il restauro del 1871, anche questa data indicata nel basamento.
Le condizioni in cui la sacra effige era costretta avevano preoccupato molti fedeli che ora potranno ammirarla nei suoi colori e nella sua veste originaria. Dopo alcune settimane di accurato lavoro dell’impresa di Annalisa Deidda, sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le Province di Sassari e di Nuoro, e anche grazie alla collaborazione de cittadini che hanno fatto sentire in diversi modi la propria presenza, la statua lignea è stata restaurata perfettamente ed è ritornata a casa, giusto il tempo per celebrare la festa annuale. Merito del comitato organizzatore che compie 19 anni.
«La volontà - ricorda un componente, Mario Pusceddu - di riportare la statua al suo splendore è nata qualche anno fa. Abbiamo recuperato i soldi dalla offerte delle castagne arrosto, panini e dolci tipici da noi preparati in occasione dei festeggiamenti. A contattare i restauratori ci ha pensato il parroco». La piccola statua ha ripreso il suo posto. Ammirata dai turisti, in uno dei siti dell’epoca nuragica, con due pozzi sacri, uno all’esterno e l’altro all’interno del luogo sacro.
© Riproduzione riservata