“28 aprile 1794 – 28 aprile 1848, due date importanti per la Sardegna, la prima, chiama dei ‘Vespri Sardi’, Sa Die de sa Sardigna ricorda e celebra la festa del popolo sardo. Ricorda, a distanza di 231 anni, la contestazione seguita agli arresti dei rappresentanti del partito patriottico Vincenzo Cabras ed Efisio Pintor da parte del viceré Balbino. I sardi chiedevano al governo torinese, per il Regno di Sardegna, di riservare ai Sardi le cariche pubbliche, un Consiglio di Stato a Cagliari e l’istituzione, a Torino, di un Ministero per gli affari della Sardegna. La seconda data, lontana 177 anni, fa memoria delle fasi salenti della prima Guerra d’Indipendenza che il Regno Sardo Piemontese ingaggia con gli austriaci per la liberazione del nord-est dell’Italia.
Guerra persa per, ma che per Guspini e Arbus segna la nascita ufficiale delle Miniere di Montevecchio. In quell’occasione, durante le fasi della battaglia di Pastrengo, il Re Carlo Alberto, nel quartiere generale di Sommacampagna, durante l’assedio della fortezza di Peschiera, acconsente a incontrare Giovanni Antonio Sanna e far firmare la concessione perpetua delle Miniere di Montevecchio. Per i territori di Guspini e Arbus il 28 aprile 1848 segna la chiave di volta dello sviluppo…”.
Quest’ultimo fatto è narrato nel romanzo “Alba a Montevecchio”.
“Il rettore di san Nicolò chiede:
- Com’è andata? Hai trovato quanto cercavi? Hai visto quanto è ricco il territorio, gli animali e le piante sono abbondanti…
- L’ambiente è fantastico. Le piante sono rigogliose e la fauna è abbondante. Ma ciò che mi ha impressionato di più sono i filoni di minerale che affiorano qua e là sui versanti dei monti. Sono di una bellezza unica. Forse possono essere ancora produttivi.
- Le vene d’argento?...
Il prete di Tempio non riesce a chiudere occhio, ripensa ai filoni del minerale, li ha toccati, visti, se n’è riempito gli occhi.
Si alza dal letto e accende la lampada…Ha deciso: chiederà all’Illustrissimo ingegner Francesco Mameli, responsabile del Reale Corpo delle Miniere a Cagliari, la concessione per lo sfruttamento di quei filoni abbandonati dal console Gustavo Mandel cento anni prima…
Durante la colazione informa il confratello:
- …Chiedo la concessione per lo sfruttamento delle fosse che ho visitato ieri.
Con sguardo indagatore prete Giuseppe lo osserva, più stupito che scandalizzato o indignato.
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