La lavorazione della pasta di Sardara: sa catalufa tzacarramanu[/caption]
Regina della mattinata è la pasta tipica di Sardara, che inizialmente veniva fatta in campagna dagli uomini: sa catalufa tzacarramanu che, come spiega Agostino Piano, tra i promotori dell’Accademia omonima, si sta riscoprendo solo adesso: «Dall’anno scorso è stata inserita nel PAT (prodotti agroalimentari tradizionali), quindi comincia ad essere conosciuta a livello nazionale». Pasta come alimento identitario dunque, che riesce ad unire paesi e genti grazie al filo indistruttibile della tradizione contadina sarda. Pasta antica che si è potuta poi anche degustare.
Non è mancata la cultura, dalla mostra fotografica curata dal fotografo sardo Manuel Riguer, alla sfilata delle maschere tipiche di Sestu: i mustayonis e s’orku foresu. Hanno fatto da cornice le numerose case campidanesi aperte apposta per l’occasione e che nei loro grandi cortili hanno ospitato artigiani intenti a impagliare uno scannetto o a far vedere la ferratura del cavallo: tutto all’insegna della tradizione perché, come ha insegnato Winston Churchill, senza tradizione l’arte è un gregge di pecore senza pastore.
Manuela Corona
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