È mancato di recente all’affetto dei suoi cari il medico Giovanni Tinti, 90 anni, per decenni punto di riferimento della vita della comunità sangavinese sia come sindaco sia come direttore sanitario dell’ospedale ‘Nostra Signora di Bonaria’.
Nato nel 1934 a Monserrato e laureatosi in medicina e chirurgia nel 1964, dal 1965 si trasferisce a San Gavino dove si fa subito apprezzare per le doti di umanità, cortesia e simpatia nei confronti dei pazienti e dell’intera comunità. Dall’ambulatorio come medico di famiglia passa al servizio nell’ospedale (aperto l’11 febbraio del 1961), dove sarà primario del laboratorio di analisi. In seguito ricoprirà il ruolo di direttore sanitario dell’ospedale.
Nel 1978 fonda il laboratorio di analisi cliniche, (si trova in viale Rinascita e attualmente è diretto dal figlio Enrico), diventato nel tempo presidio medico di riferimento per tutto il medio Campidano, anche con sedi staccate. La mattina era possibile incontrare Giovanni Tinti sempre nel laboratorio. Il pomeriggio passava molto del suo tempo in campagna, soprattutto da quando era mancata la moglie Francesca Mulas. Lascia tre figli che hanno seguito le orme scientifiche del padre: Andrea laureato in medicina, Enrico laureato in biologia e direttore del laboratorio di analisi e Massimo laureato in Biologia,
La politica lo appassiona sin da giovanissimo: la madre si era candidata alle prime elezioni politiche dopo il fascismo, quando le donne potevano votare da soli due anni. Democristiano per convinzione, all’impegno lavorativo associa per tutta la sua intensa esistenza l’interesse alla vita sociale e politica della cittadina. Fa parte a vario titolo dell’amministrazione comunale, prima da consigliere eletto nel 1975, poi assessore, infine sindaco nel 1980. Durante la sua amministrazione, profondamente orientata al sociale, nasce la scuola materna statale. La sua partecipazione alla vita politica sangavinese continua anche oltre gli schieramenti politici, quando ormai anziano decide di ritirarsi dalla partecipazione politica diretta ma mettendo instancabilmente a disposizione la sua vasta conoscenza del mondo politico-sociale della cittadina e non solo.
Lo ricorda commosso il figlio Enrico: «Mio padre è e resterà un esempio di impegno civile a tutto campo. La salute per lui era un concetto non slegato dai rapporti umani, dal benessere della società e da quello psicologico dell'individuo. Era medico, consulente, amministratore. E tutto ciò al solo scopo di avere una società sana, prolifica e bella. E per tanto tempo ha contribuito in tutti i modi affinché questo progetto progredisse nella giusta direzione. A noi figli rimane la sua difficile eredità: lavorare con impegno, serietà e dedizione e sperare di fare almeno la metà di quanto ha fatto lui per la comunità».
In un convegno del 13 dicembre 2019 dottor Tinti aveva ripercorso la storia dell’ospedale: «Fu inaugurato l’11 febbraio 1962, sono stato assunto nel 1964 quando in ogni stanza dell’ospedale vi erano ben sei letti. Ero laureato in medicina ma sono diventato medico a San Gavino. Il rapporto con il paziente è stato e deve essere centrale nella relazione che si crea per le cure. I frati son andati via dall’ospedale nell’agosto 1969 ed è entrato nella gestione dell’ente Crespellani. Abbiamo sempre lavorato con soddisfazione insegnando il mestiere ai colleghi che mano a mano venivano in ospedale. Ricordo la data del 1° gennaio del 2000, giorno in cui morì in un incidente Giampaolo Casu, responsabile del pronto soccorso, punto nevralgico dell’ospedale».
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