San Gavino Monreale, trecentoventimila euro per le aziende colpite dall’alluvione dello scorso ottobre


di Gian Luigi Pittau
A oltre un anno di distanza dal nubifragio della notte tra il 26 e il 27 ottobre scorso, che ha messo sott’acqua la zona industriale del paese con l’esondazione del rio Malu e la parte bassa del centro abitato, arrivano i primi finanziamenti della Regione. Lo annuncia il sindaco Stefano Altea, che spiega la procedura con la quale le attività imprenditoriali riceveranno i rimborsi dei danni subiti: «Nel prossimo consiglio comunale di fine mese - spiega il primo cittadino - verranno accertate in entrata le somme (320mila euro in totale) per i danni occorsi a privati e imprese. Dopo un anno esatto dell'alluvione, la procedura di valutazione delle istanze e l'accreditamento delle somme dalla regione si è perfezionato. Ora inizia la fase di liquidazione delle istanze ammesse che verrà rappresentata ai beneficiari tramite una comunicazione con le istruzioni da seguire per la rendicontazione. Gran parte delle istanze sono state ammesse e questo consentirà a molti di avere un buon ristoro relativo ai danni subiti». Tuttavia non mancano le aziende che, pur avendo presentato una corposa documentazione, si sono viste escluse dai finanziamenti regionali e ora devono fare i conti con la restituzione dei soldi presi in prestito, che sono serviti per proseguire la propria attività imprenditoriale. Da parte sua Il sindaco assicura il massimo impegno anche in quest’ambito: «Per i soggetti esclusi dalla Regione, sono in corso le interlocuzioni per comprendere se un secondo bando, meno restrittivo, possa consentire di accoglierle». Così in tanti aspettano un bando meno rigido come nel caso di Davide Moreno (27 anni) e Federico Pilloni (31), componenti del gruppo ‘Dieffe Musica’, che si sono visti escludere la richiesta dei risarcimenti dalla protezione civile regionale: «Secondo il bando della Regione  avremo dovuto dimostrare con un verbale emesso dalla pubblica autorità (polizia locale o carabinieri), che i beni danneggiati (furgone incluso) si trovano in quel luogo e a quell’ora, in quelle circostanze oggetto della richiesta di risarcimento. Non era possibile materialmente che un comune intero, alle prese con la conta dei danni, potesse chiamare la polizia locale e i carabinieri per verbalizzare ogni danno subito. Abbiamo presentato le foto e la relazione dettagliata del perito, ma fino a ora nessuno ci ha riammesso ai finanziamenti. Siamo riusciti ad andare avanti grazie all’aiuto di tanti amici».

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