Sandro Renato Garau è il nuovo segretario del Pd di Guspini


Redazione
  Sabato 11 febbraio è stato convocato il congresso del circolo PD di Guspini per l’elezione del segretario, del direttivo, del segretario Provinciale, dei nove delegati all’assemblea provinciale e le primarie per la scelta, in questa prima fase, del segretario nazionale tra i due dei quattro candidati proposti. La costituzione del seggio e le comunicazioni del segretario uscente Danilo Serpi hanno avviato i lavori. Il segretario ha ringraziato per il sostegno  e la vicinanza degli iscritti durante gli anni dei due mandati e augurato un buon lavoro al futuro segretario. Le linee programmatiche sono state presentate subito dopo aver comunicato l’unica candidatura alla segretaria, quella di Sandro Renato Garau. Il presidente ha proposto di mettere ai voti l’elezione a segretario con voto palese. Con voto unanime gli iscritti hanno eletto l’unico candidato in lizza. Il presidente ha aperto il dibattito tra gli iscritti e avviato con i componenti del seggio le votazioni. Ciascuno degli intervenuti ha augurato buon lavoro al nuovo segretario, il quale ha ringraziato per la fiducia e chiesto agli iscritti e simpatizzanti di non essere lasciato solo perché è con la collaborazione e la partecipazione che si può fare il bene del paese. Sono stati eletti il segretario di circolo, i membri del direttivo, i delegati all’assemblea provinciale e scelti i candidati proposti per le primarie nazionali, che precedono quelle di fine febbraio. Queste hanno visto la vittoria di Stefano Bonaccini con 25 voti, seguito ex equo con 5 voti da Elly Schlein e Gianni Cuperlo, Paola De Micheli ha preso un voto.  

LA RELAZIONE DEL SEGRETARIO SANDRO RENATO GARAU

 

PER UN’IPOTESI CHE NON SIA UTOPIA

Buonasera e grazie a tutti per la fiducia. A chi mi ha fatto la proposta ho detto: “Ma siete matti!” Come un fulmine a ciel sereno… era l’ultima cosa alla quale avrei potuto pensare. Poi, con un po' d’incoscienza, avendo avuto poco tempo per riflettere… a essere sincero, ho accettato mettendo alcune condizioni: quella di non essere lasciato solo, perché non si va da nessuna parte, e provare, con chi ci sta con sincerità, schiettezza e lealtà, a lavorare per il paese. I progetti come sappiamo hanno bisogno di partire dall’analisi della situazione iniziale. Per fortuna non siamo all’anno zero… Ragionare di un paese grande come il nostro, non è semplice, però è necessario nel momento in cui si prende consapevolezza che l’obiettivo è quello di dargli una mano a crescere. A me pare che, correggetemi se sbaglio, il punto di partenza sia l’ascolto. La gente ha bisogno di essere ascoltata, non solo sentita. Il primo passo è quello di ascoltare tutti, provando a farsi carico dei problemi che emergeranno. Alcuni li conosciamo… in primo luogo, mi sento di dire, la povertà… Una povertà di vario genere: chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese; gli anziani; i precari; i disoccupati. Poi i lavoratori dipendenti, lasciati per troppo tempo soli dal nostro partito. Molte criticità sono legate anche agli operatori delle campagne, allevatori e agricoltori; a chi fa impresa; alla scuola; al territorio e in modo peculiare alle borgate di Montevecchio e Sa Zeppara. D’altra parte non dimentichiamo che la comunità ha una solida ricchezza nelle decine di associazioni di volontariato, sportive e di vario genere, presenti a Guspini, quelle che si prendono cura di ascoltare e coeducare, con la scuola e soprattutto con le famiglie, le nuove generazioni. Ecco perché un partito che vuole stare in mezzo alla gente deve ascoltare. Il partito deve diventare la cassa di risonanza delle esigenze e delle proposte; il luogo nel quale si approfondisce e soprattutto si cercano e propongono soluzioni. Non è utile a nessuno un’assemblea di partito che si piega su sé stessa rinvangando il passato e perdendo il suo tempo a rimproverare all’uno e all’altro fatti risalenti anche a qualche lustro. Le verifiche su azioni politiche del passato forse non sono state concluse. Dico forse, ma l’intelligenza degli avvenimenti ci chiede di gettare il cuore oltre l’ostacolo e provare a fare qualche passo avanti anche quando la discussione diventerà aspra ma rispettosa, sino a non aver trovato una soluzione. È chiaro che la necessità è quella di valorizzare tutto e tutti. Tutti siamo importanti. Accenno alle donne per dire che in un rapporto equilibrato tra generi il loro ruolo è uguale a quello degli uomini. E accenno anche ai giovani: fattevi avanti, dite, discutete, argomentate, proponete. Oh se ascoltassimo di più i giovani! Una nota personale, e me ne scuso. Come sapete non mi sono mai schierato con l’uno o con l’altro gruppo all’interno del partito, semplicemente perché sotto sotto l’ho sempre ritenuto non utile. Ho sempre scelto però di esserci perché, come ho detto a chi mi ha contattato proponendomi questa pazzia ho riferito: “che una casa bisogna averla”. Se poi questa è pulita e i suoi abitanti si relazionano con sincerità, schiettezza e lealtà, allora è vivibile. Queste tre cose mi sento di chiedere stasera: sincerità, schiettezza e lealtà. Faremo anche degli errori ma gli stessi sono fatti per essere corretti. Ancora… Mi pare prematuro fare un programma o indicare linee programmatiche. Ci prenderemo tutto il tempo necessario per elaborarle assieme. Forse sarebbe un errore farle predisporre ai pochi che faranno parte della segreteria perché si ha bisogno dell’apporto di tutti. Mi permetto ancora di fare due osservazioni. La prima riguarda i rapporti con l’amministrazione che è stata proposta dal partito a suo tempo e con la quale è fondamentale dialogare, confrontarsi, ascoltandosi e condividendo le scelte. La seconda è quella del rapporto con chi ci rappresenta a livello regionale. All’amica Rossella Pinna dico, e spero di essere condiviso che il suo ruolo continui a essere fecondo e costruttivo per le problematiche che riguardano la nostra isola e che toccano lo sviluppo del nostro territorio, magari intensificando il dialogo con il circolo. Il Pd che vogliamo è qui! Ancora una osservazione sulle forze che sostengono questa maggioranza. Il dialogo franco, continuo e la condivisione delle soluzioni sono indispensabili se si vuole il bene del paese. Mi spingo ancora un poco oltre sé dico che è necessario ascoltare anche le opposizioni. Il loro contributo è importante come stimolo e confronto su molte questioni. In qualche caso ci aiutano a non sbagliare. Io sono qui, con spirito di servizio e disponibilità consapevole che da solo riuscirò a percorrere nessun tratto di strada se non quello di Via Pio Piras per rientrare a casa!!!! Non mi pare di avere aperto il libro dei sogni, ci sono altri spazi e luoghi per sognare, ma di aver espresso alcuni concetti semplici su come poter provare a costruire il futuro. Concludo che si può fare il bene del paese solo se saremo molti e cercheremo sempre l’unità anche nella diversità. E adesso proviamo a lavorare assieme, io cercherò di esserci sempre. Come si dice alla fine di un congresso: Auguri a tutti! e VIVA IL PARTITO DEMOCRATICO!      

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