Sant'Antonio, gioia e partecipazione: is traccas, su coccoi de sa festa, is trallallerusu


34 sono i km che separano la chiesa parrocchiale di San Sebastiano, abituale dimora del Santo, dalla chiesetta a lui dedicata posta nella borgata di Sant'Antonio di Santadi.
Ad accompagnarlo cavalieri, gruppi folk, la Banda Musicale “Ennio Porrino” e numerose autorità civili e militari
Sant'Antonio, gioia e partecipazione: is traccas, su coccoi de sa festa, is trallallerusu

34 sono i km che separano la chiesa parrocchiale di San Sebastiano, abituale dimora del Santo, dalla chiesetta a lui dedicata posta nella borgata di Sant'Antonio di Santadi.
Ad accompagnarlo cavalieri, gruppi folk, la Banda Musicale “Ennio Porrino” e numerose autorità civili e militari. Tantissimi I figuranti in abito tradizionale provenienti dai più svariati centri dell’isola, i cavalieri e “Is traccas” quelle a tetto tondeggiante tipiche dell’arburese, trainate da animali, imponenti quanto maestosi buoi, o motorizzate sempre belle, colorate e accuratamente e amorevolmente preparate, impreziosite e arricchite da tappeti, arazzi e tantissimi fiori. Della colonna sonora, figlia anch’essa di una sardità sempre più identitaria, se ne occupano lungo tutto il percorso le numerose fisarmoniche, launeddas e organetti che intonano i tradizionali balli sardi e i canti a “Trallallerusu”.
 


 Non manca “Su coccoi de sa festa” elemento centrale, tra i più suggestivi della festa, messo in forte risalto attraverso la sua celebrazione e distribuzione nonché elemento decorativo insieme a “Su pani de saba” delle traccas a motore o come ornamento delle corna dei buoi. Infine, tradizione davvero antica, “ Is croccorigas” naturalmente piene di un buon vino d’annata, zucche gelosamente personali ma spesso e volentieri offerte con impeto di generosità e ospitalità per un piccolo sorso a coronamento di un gemellaggio occasionale sancito durante il lungo pellegrinaggio.

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