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>Quella di quest’anno, in calendario dal 18 al 22 giugno, è l’edizione numero 320, festeggiamenti interrotti solo per alcuni anni durante la seconda guerra mondiale. Ad organizzarla come avviene ormai dal 1977 è la Proloco tramite un comitato interno denominato “Passu Passu Cun Tui Antoni Santu” la cui presidenza è stata affidata per l’edizione 2016 a Maria Viviana Onnis. Il programma dei festeggiamenti nonostante le innegabili sofferenze economiche figlie del difficile momento che attraversa il paese rimane particolarmente nutrito e legato ad un tradizionale “palinsesto” tipico di questa sagra ed equamente diviso tra funzioni religiose e intrattenimenti civili. Otto le messe che verranno celebrate. Quattro, quelle del sabato e del martedì, legate alla partenza e all’arrivo del simulacro de santo. A Santadi ci saranno le due processioni, quella della domenica e quella del lunedì, la prima con i cavalieri e i gruppi folk, la seconda riservata alla benedizione dei campi. Perché non va dimenticato, la sagra e la grande devozione per il santo, ebbe anche chiare origini e radici contadine. Tesi suffragata e avvalorata da numerosi storici, critici e scrittori del XIX secolo tra i quali Goffredo Casalis che alla festa riserva numerosi passaggi nel suo Dizionario Geografico Storico-Statistico-Commerciale pubblicato nel 1833 e lo stesso Giuseppe Vaquer nel libro “Arbus” del 1895. La parte laica della festa regala il momento di maggior fascino e spettacolarità con la sfilata dei cavalieri, dei gruppi folk, della banda musicale e delle traccas. Gli intrattenimenti musicali saranno tenuti a Santadi il sabato, la domenica ed il lunedì ed il martedì ad Arbus in concomitanza con il rientro del santo. Non mancano poi le sagre con i prodotti tipici locali, i fuochi d’artificio ed un torneo di calcio giovanile, ormai una tradizione, in memoria del giovane Giuseppe Frau prematuramente scomparso.
Gianni Vacca
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