Scuola Grand Tour PSI, da Quartu la proposta di un tavolo permanente per criticità del sistema scolastico della Sardegna


All’Ex Convento dei Cappuccini, si sono alternati gli interventi degli attori del sistema scolastico regionale: rappresentanti delle istituzioni e dei sindacati, amministratori locali e dirigenti della scuola.
Scuola Grand Tour PSI, da Quartu la proposta di un tavolo permanente per criticità del sistema scolastico della Sardegna

Una scuola sempre più esposta a criticità strutturali, sotto pressione per carenza di risorse e alle prese con processi di riorganizzazione che rischiano di indebolirne soprattutto in Sardegna il presidio nei territori. Un’emergenza che richiede interventi coordinati da affrontare attraverso l’istituzione di un tavolo regionale permanente.
È questo il quadro emerso questa mattina a Quartu Sant’Elena dalla prima tappa sarda di “Scuola Grand Tour”, il ciclo di iniziative promosso dal Partito Socialista Italiano in tutta Italia con l’obiettivo di raccogliere istanze e proposte dai territori e contribuire alla costruzione di politiche efficaci per il sistema dell’istruzione pubblica.
All’Ex Convento dei Cappuccini, si sono alternati gli interventi degli attori del sistema scolastico regionale: rappresentanti delle istituzioni e dei sindacati, amministratori locali e dirigenti della scuola. 
Al centro del dibattito i temi dell’autonomia scolastica e del dimensionamento, con particolare attenzione alle criticità legate all’insularità, alla dispersione scolastica e al diritto allo studio.
Nel corso della mattinata è stato ribadito che la questione del dimensionamento si inserisce in un quadro più ampio di criticità che interessano il territorio sardo, a partire dallo spopolamento, in particolare dei comuni dell’entroterra, e dalla dispersione scolastica. A queste si aggiungono le carenze del sistema dei trasporti, decisamente inadeguato rispetto alle esigenze del territorio.
In questo contesto, l’imposizione di un dimensionamento definito a livello statale viene percepita come una forzatura che rischia di compromettere ulteriormente l’autonomia delle istituzioni scolastiche dell’isola.
Viceversa, è stato ribadito che una riforma del sistema di istruzione debba partire dal territorio, attraverso il coinvolgimento delle autonomie scolastiche, degli operatori del settore e degli enti locali, in un processo realmente partecipato.
Infine la proposta: l’emergenza richiede l’istituzione di un tavolo regionale permanente, aperto anche al confronto con i rappresentanti dello Stato, per affrontare in modo strutturale le criticità del sistema. Un tavolo ce affronti i temi strategici per il territorio, a partire da scuola, salute e mobilità.
La giornata, presentata da Marcella Marini, si è aperta con i saluti istituzionali del sindaco Graziano Milia, della vicesindaca metropolitana Barbara Pusceddu e della consigliera metropolitana con delega all’Istruzione Maria Caterina Argiolas. I lavori sono stati introdotti da Pino Aquila, responsabile scuola PSI Sardegna.
A coordinare il confronto è stato Diego Palma, direttore de “La Voce della Scuola”.
Il confronto si è articolato in due momenti di approfondimento. Nel primo panel sono intervenuti i rappresentanti delle principali organizzazioni sindacali del comparto scuola: Francesca D’Agostino (CGIL), Andrea De Giorgi e Giancarlo Della Corte (COBAS), Gian Mauro Nonnis (ANIEF). Pino Aquila,
Nel secondo panel, dedicato alle istituzioni, sono intervenuti Roberto Bernardini (ANP), Fabio Cocco dell’Ufficio scolastico regionale e Camilla Soru, presidente della II Commissione del Consiglio regionale della Sardegna.
Nel corso dell’incontro è intervenuto in videocollegamento da Roma anche il segretario nazionale del Psi, Enzo Maraio, che ha ribadito la centralità della scuola nelle politiche pubbliche. Mentre le conclusioni sono state curate da Mondino Ibba (segreteria nazionale PSI) e Gabriele Marini (segretario provinciale PSI). 
 

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