Scuole: tanti progetti fra mille difficoltà


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>Dopo l’accorpamento fra le scuole della Marmilla avvenuto lo scorso settembre, l’Istituto Comprensivo di Villamar (che ha inglobato l’ex Istituto di Barumini e Lunamatrona) è diventato addirittura il più grande d’Italia. I numeri sono di quelli da far sgranare gli occhi: i tre ordini di scuola (infanzia, primaria e secondaria di I grado) sono infatti distribuiti su ben venticinque plessi che accolgono gli studenti di addirittura diciassette Comuni per una popolazione scolastica appena al di sotto dei milleduecento alunni. La realtà scolastica è quindi molto complessa con non poche difficoltà di gestione.

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«A partire dallo scorso settembre - dice Daniele Casula, il preside dell’Istituto “extra large” - si è lavorato per la riorganizzazione delle nostre scuole. Pur tra molteplici difficoltà, quasi tutte le attività programmate sono state tuttavia portate a termine con buoni risultati. Ringrazio per l’impegno profuso tutti gli insegnanti, il personale ATA, i genitori e alcune amministrazioni».

Nell’Istituto i progetti portati a termine sono stati parecchi, alcuni di questi veramente interessanti e originali. Tali attività hanno coinvolto in modo proficuo gli alunni permettendogli di migliorare e aumentare le loro competenze. «Fra i numerosi progetti - continua il preside - ve ne sono alcuni che meritano particolare menzione per originalità, successi ottenuti e qualità. Cito, per esempio, il progetto per le certificazioni di lingua inglese (tTrinity e Ket) rivolta a tutti i ragazzi delle terze medie per passare alla bella attività incentrata sulla legalità, sino al progetto di bocce e a “tutti a scol@”, un viaggio molto particolare alla scoperta di Barumini».

Questi alcuni degli altri progetti: sana alimentazione; il teatro (con la partecipazione di tutte le classi della scuola primaria di Villamar); l’apprendimento della lingua sarda per tutta la scuola primaria; collaborazioni con gli Enti Locali (in particolare “monumenti Aperti”); scambio culturale tra alcuni plessi e infine i viaggi di istruzione a Budapest, Barcellona e Ascoli Piceno. «Ci sarebbero - conclude Daniele Casula - tante altre attività meritevoli di essere citate, ma rischierei di fare un elenco troppo lungo. Lavoriamo in una realtà scolastica molto particolare: dirigere una realtà diffusa così vasta non è semplice. Il progetto campus, messo in campo dall’Unione dei Comuni, visto in quest’ottica sarebbe un intervento di grande ausilio per il nostro lavoro. Sono favorevole al fatto che si realizzi perché inevitabilmente ci sarebbero dei vantaggi enormi: un Istituto Comprensivo così grande concentrato in un’unica struttura semplificherebbe non poco diverse problematiche. Ho, però, anche un passato da amministratore (sindaco di Gonnoscodina negli anni ’80) e capisco, allo stesso tempo, la posizione di quei Comuni che si sono slegati dal progetto: la perdita delle scuole nel proprio paese, infatti, determinerebbe un problema identitario e culturale non di poco conto. Staremo a vedere cosa succederà; intanto siamo contenti per le attività portate avanti e ci auguriamo, dopo questo primo anno di esperienza, di continuarle a proporre e, magari, migliorarle».

Simone Muscas

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