Semina dell’anguria “Srindia Call’e Boi”


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>Un folto gruppo di appassionati ha partecipato all'iniziativa dell'associazione Biodiversità Gonnese dedicata alla semina dell'anguria "Call'e Boi" e all’estrazione del sughero. La manifestazione si è svolta a Sibiri, nell'azienda agricola della famiglia eredi Foddi, custodi delle antiche tradizioni di cui mantengono gelosamente il segreto. Per i partecipanti è stata un’occasione unica per rivivere le emozioni del passato in un contesto ambientale straordinario. Nella comunità gonnese la cultura identitaria sopravvive nel tempo e non può essere dimenticato lo sviluppo economico del territorio grazie anche all’anguria ancora oggi ricercata per il suo gusto. La lavorazione del terreno con l'utilizzo del cavallo Fiorello guidato da "ziu" Giovanni, un autentico uomo d'altri tempi, "s'accoradura" la preparazione delle postarelle di semina ,"sa fromma" la semina con il seme pregerminato "su pisu inzeurrau" la sistemazione dei canali di irrigazione "sa cora" e degli arginelli "su nasrasciu" il tutto raccontato da orticoltori veri che ancora hanno nei ricordi e nelle mani l’esperienza contadina. I partecipanti bambini compresi hanno collaborato con entusiasmo alla semina dell’anguria. La giornata è proseguita con la visita al suggestivo nuraghe in prossimità del campo, per poi assistere all’estrazione del sughero eseguita secondo l’antico sistema con colpi rapidi e sicuri utilizzando l’accetta, sia per le piante a inizio produzione "sa dommadura" sia nella fase produttiva "sa bogadura". L’esperto nell’estrazione del sughero ha realizzato fra lo stupore dei presenti la rosa dei venti. La comitiva dopo aver gustato i caratteristici prodotti che hanno reso famosa Gonnosfanadiga in un Agriturismo della zona ha proseguito visitando i siti nuragici della Zona di S. Cosimo dalla nota Tomba dei Giganti di “Santu Giuanni” a” Sa Dommu de s'Orku” e “Sa Grutta de s'Orku”. L’Associazione propone un’altra giornata in occasione della raccolta dell’anguria con relativa degustazione puntualizzano in coro gli organizzatori.

Francesco Zurru

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