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>In una società dal consumismo esasperato, seppur non in un momento di sviluppo economico, le abitudini delle famiglie e dei singoli rispetto a quarant’anni fa sono significativamente modificate tanto che oggi è difficile rinunciare alle comodità anche per chi quarant’anni fa giovanissimo ha conosciuto uno stile di vita con minori confort. Pertanto accade che ogni prodotto che entra nelle nostre case si porta con se una quantità di imballaggi, scarti, vuoti che appena il prodotto è esaurito diventa un rifiuto. Siamo produttori compulsivi di immondizia. Se la ditta che si occupa del ritiro dei rifiuti per un qualsiasi motivo salta un passaggio, subito si parla di “emergenza rifiuti”.

La comunità serramannese ha vissuto in pieno agosto diversi giorni di disagio per il mancato ritiro di diverse frazioni di rifiuti, da alcuni sopportato senza troppo disagio da altri intollerato e denunciato con non poche polemiche pubblicate su diversi social network. Già da qualche settimana l’attività di spazzamento delle strade non si svolgeva regolarmente ma ciò che ha fatto scattare un temuto allarme è stato prima il mancato ritiro della frazione del secco indifferenziato per due settimane consecutive e in seguito il mancato ritiro della frazione dell’umido compostabile, il quale tende naturalmente a fermentare in tempi celeri, che diventano ancor più rapidi con conseguente produzione di odori sgradevoli e liquido inquinante e maleodorante, il percolato, se la temperatura è elevata. Non è la prima volta che negli anni sia capitato di omettere un ritiro, ed ogni volta accade che alcuni cittadini riportano in casa i contenitori e le buste ed altri gli lasciano per strada, pertanto ne consegue che se vengono programmati dei passaggi straordinari in giorni differenti dal calendario programmato e noto a tutti gli utenti, i cittadini che hanno lasciato per strada i rifiuti li avranno ritirati mentre gli altri no, alimentando un’incertezza del ritiro ed un diseducativo messaggio per niente in linea con sani principi di salvaguardia ambientale e di igiene e decoro urbano, che non devono solo essere garantiti dal pubblico ma ogni cittadino, dal più piccolo al meno giovane, dovrebbe contribuire a tutelare.
La società che si è aggiudicata, con un significativo ribasso, la gara d’appalto per la raccolta e smaltimento dei rifiuti non è la prima volta che ha dimostrato di avere qualche difficoltà con i mezzi in dotazione nel gestire la raccolta nei sette comuni interessati: Serramanna, Samassi, Serrenti, Samatzai, Nuraminis, Villasor e Monastir. Ma è soprattutto nei comuni con maggiore densità abitativa, in particolare Serramanna Samassi e Villasor che si è percepito il disagio maggiore. I sindaci di tutti i comuni interessati si sono attivati sin dal primo segnale di preoccupazione sollecitando la stazione appaltante, il Consorzio Cisa, ad intervenire ed hanno adottato in data 24 agosto 2017 un’ordinanza comunale che ha obbligato la stazione appaltante, nella figura del direttore ingegner Musiu ad intervenire nelle 48 successive. Le opposizioni insediate nei consigli comunali sono puntualmente intervenute con un’interrogazione, l’unico strumento utilizzabile dai consiglieri di minoranza per far sentire la propria opinione. Un interessamento ed una preoccupazione bipartisan.
Ad oggi la situazione critica legata all’igiene pubblica è controllata, ma non del tutto superata, con la programmazione di interventi straordinari affidati anche ad altre ditte, intervenute in supporto. Ora ci si interroga come e quali conseguenze sia dirette che indirette possano avere sui rispettivi bilanci comunali i costi degli interventi sostitutivi, dal momento che se è vero che la stazione appaltante è il Consorzio Cisa è altrettanto vero che i Comuni interessati sono soci dello stesso Consorzio, in esso hanno rappresentanti, il Comune di Serramanna ha più di un rappresentante e la presidenza dell’assemblea, per quanto non si confondano responsabilità tra organo assembleare e rappresentanti amministrativi.
«Ci siamo attivati sin da subito, la situazione è delicata e qualsiasi scelta deve essere ponderata per tutelare ogni singolo posto di lavoro» dichiara l’assessore all’ambiente Giulio Cossu. Non mancheranno ulteriori sviluppi. Nell’evolversi della vicenda emerge però un’amara constatazione, negli anni di internet veloce, quando gli smartphone sono diventati quasi un’appendice del corpo, un prolungamento della mano, per le segnalazioni di un qualsiasi disservizio non ci si rivolge agli uffici preposti o ai diretti soggetti coinvolti, ma si scrive in un social, come se fosse sufficiente. Ma non lo è.
Elena Fadda© Riproduzione riservata