L’Archivio di Architettura “Vico Mossa” è stato acquisito nel patrimonio del Comune di Serramanna il 3 Luglio 2014, con la firma, presso la Casa Comunale, dell’atto di donazione attraverso cui gli eredi dell’Architetto Mossa hanno trasferito la proprietà materiale dell’archivio del loro defunto padre al Comune di Serramanna. Lo straordinario patrimonio documentale è costituito da progetti, disegni, fotografie, relazioni progettuali, appunti, raccolte di articoli del grande Architetto sardo, che per tutta la durata della sua vita è rimasto legato da un sentimento di profondo affetto verso il suo paese natio.
«È stato un grande piacere per noi ospitare gli studenti del Politecnico di Milano nel nostro Archivio di Architettura», ha dichiarato l'assessore alla cultura Guido Carcangiu, «riteniamo che per loro sia stata un’importante occasione di approfondimento e, per quel che ci riguarda, un ulteriore passo in avanti nel percorso di valorizzazione della figura dell’illustre Architetto Serramannese. Questa iniziativa si è potuta concretizzare grazie allo stretto rapporto di collaborazione che il Comune di Serramanna sta portando avanti con il Politecnico di Milano, una tra le Scuole di Architettura più prestigiose a livello europeo: infatti stiamo terminando proprio in questi giorni il progetto di allestimento della mostra dedicata all’Archivio di Architettura “Vico Mossa” nella sala espositiva del Politecnico, la cui inaugurazione è prevista per la prima settimana del prossimo mese di Maggio, e il cui catalogo illustrativo sarà presentato al Salone Internazionale del libro di Torino, nei giorni immediatamente successivi. Questo riteniamo sia un risultato straordinario per la nostra Comunità, infatti a Milano e a Torino, in due importantissimi centri culturali di livello internazionale, si porterà a conoscenza del grande pubblico la figura del nostro concittadino Vico Mossa, con la sua eccezionale statura intellettuale e professionale, permettendo al nostro paese, in quanto proprietario ed Ente gestore dell’Archivio, di proporsi come luogo di cultura e di studio dell’architettura.»
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