Serramanna: una Basilica da salvare


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>Sono preoccupanti le condizioni in cui versa la chiesa di San Leonardo. Impossibile non notare il degrado dei muri interni, con distacco dell’intonaco e cedimenti dei pavimenti, dovuti ad infiltrazioni d’acqua e muffa. Tutte le settimane le volontarie che si occupano della pulizia e del decoro si ritrovano a raccogliere un bel po’ di calcinacci. Sembra quasi che il monumento più importante di Serramanna, che ha una storia artistica di tutto rispetto, sia stato dimenticato dagli organi competenti come il Comune, la Regione e la Curia. LA PARROCCHIA. Si tratta di una pregevole costruzione gotico-aragonese, risalente al secolo XVI, con successive aggiunte sei-settecentesche, arricchita da un campanile a forma ottagonale, che in passato era ritenuto il più alto del Campidano. Nel 1639, il padre francescano Salvatore Vidal, nel suo libro, “Annales Sardiniae”, definì la chiesa di San Leonardo “Basilica”, in quanto costruita sopra una precedente chiesa che custodiva reliquie e dunque era la “Casa” dei Santi e Martiri cristiani. Accanto alla chiesa ed utilizzato sino al XIX secolo si trovava, chiuso da alte mura in pietra, l’antico cimitero di Serramanna “Su Gimitoriu”, a cui si accedeva tramite un portale in stile gotico. Nel 2008 è stata dichiarata di interesse culturale storico e artistico ed è dunque sottoposta alla tutela della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Sardegna. Tra il 1993 e il 2009 sono stati numerosi gli interventi di restauro e salvaguardia della parrocchiale di San Leonardo, atti ad evitare il deterioramento del monumento. Nel triennio 1993-1996 si è provveduto al restauro della cupola, sostituendo il manto di tegole, i tiranti e le cerchiature metalliche corrose dalla ruggine. Sono state reintegrate le malte degradate ed è stata rimontata la croce originale sulla lanterna. In un successivo intervento (1999-2002) ci si è occupati del restauro della facciata principale e del portale. Tra il 2002 e il 2004 è stato restaurato il campanile con una accurata disinfestazione e pulizia delle superfici. Infine, nel triennio 2006-2009, si è provveduto al restauro delle facciate laterali con lo scopo di eliminare tutte le parti che potevano guastare l’aspetto estetico e che potevano creare umidità alle murature antiche. È proprio durante questi ultimi lavori che è stata rimossa la Madonnina, in ricordo dell’anno Mariano 1958, posizionata all’interno di una piccola nicchia realizzata con pietre di Serrenti, perché pare in quell’angolo si creasse umidità che si ripercuoteva all’interno della chiesa stessa. Col senno di poi e visti i risultati attuali qualcosa deve essere andato storto. IL PARROCO. “Più volte mi sono rivolto all’amministrazione comunale, invitandola ad intervenire prima che sia troppo tardi e soprattutto prima che qualche pezzo di intonaco rechi danno a qualcuno. Sembra che questo problema per loro non esista.” Così esprime il proprio rammarico don Giuseppe Pes, nominato parroco di San Leonardo nell’ottobre del 2008. “Ho notato subito che qualcosa non andava bene ed ora mi ritrovo a celebrare messa sotto un orribile telone posto per proteggere da eventuali frammenti di intonaco che potrebbero venire giù”. Il telone in questione, infatti, copre anche gli splendidi affreschi della volta del coro raffiguranti la Trasfigurazione, l’Annunciazione e l’Ultima Cena, realizzati tra il 1953 e il 1954 dal pittore serramannese Giuseppe Carcangiu. In effetti pare che gli ultimi lavori di restauro, terminati nel 2008, non siano stati fatti nella maniera corretta. La sostituzione delle vecchie tegole e la realizzazione di alcuni canali di scolo per l’acqua piovana non hanno risolto il problema dell’umidità. Poche gocce di pioggia, infatti, hanno come risultato la formazione di macchie di umido che si allargano nelle pareti creando seri danni anche all’interno della chiesa. Questo dovuto al distaccamento della guaina che rivestiva i canali. IL SINDACO. “Quello della chiesa di San Leonardo è una questione che mi sta molto a cuore. Un problema serio da non sottovalutare e che rientra nelle priorità. A Serramanna c’è tanto da fare. Stiamo già lavorando per migliorare e creare gli spazi verdi, stiamo sistemando strade, marciapiedi, scuole e asili. Ora abbiamo un altro problema serio da risolvere, che riguarda la rete idrica ormai obsoleta. Purtroppo i soldi a disposizione sono pochi. La chiesa di San Leonardo è un monumento importante, non solo storicamente, ma rappresenta una parte importante della vita di Serramanna. Per questo ci siamo già mossi per la richiesta di un finanziamento per risolvere tale questione e siamo risultati in graduatoria. I fondi stanziati si sono dimostrati comunque inferiori a coprire tutte le domande, per cui siamo in attesa dello stanziamento di nuovi fondi. Qualora fosse necessario provvederemo a chiedere aiuto anche alla Curia, perché la chiesa di San Leonardo è un simbolo del nostro paese e merita tutte le attenzioni possibili.” Così il sindaco Sergio Murgia esprime la sua disponibilità alla risoluzione di questo problema. Religione o no, la chiesa di San Leonardo è patrimonio artistico e culturale del nostro paese e se venisse valorizzata nel migliore dei modi potrebbe sicuramente costituire un fiore all’occhiello a livello turistico per Serramanna. Basti pensare all’enorme numero di visitatori che durante la manifestazione “Monumenti Aperti 2015” hanno potuto ammirare la nostra basilica, anche se non sono mancati le macchie di umidità e l’orribile telone. A questo punto non ci rimane che affidarci alla provvidenza. Cristian Sanna Valentina Spiga 03fo- serramanna santuario CHIESA VOLTA Serramanna basilica San Leo -1 chiara

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