Una marea umana ha regalato ai serrentesi una festa indimenticabile che sicuramente resterà impressa nella loro mente per molto tempo
di Fulvio Tocco
La festa di Santa Vitalia si è conclusa con un bilancio positivo.
L’organizzazione della Proloco che ha svolto le funzioni di “Comitato” promotore può ritenersi appagata per la gran mole di lavoro svolto nel curare ogni minimo dettaglio dell’aspetto organizzativo.
Garantire un programma per quattro giorni di Festa in collaborazione col Comune e la Parrocchia non è stato semplice ma i cittadini hanno notato che si è assicurata la qualità degli spettacoli chiamando artisti isolani di successo.
L’aspetto identitario non va mai sottovalutato. Come sono stati notati i fuochi artificiali per la loro originalità di temi, di suoni e di colori: sono stati 22 minuti intensi, senza tempi morti, dove sono stati inaugurati per la prima volta nell’isola dei giochi pirotecnici.
Ma il momento più aspettato della festa, che ci riporta al significato originario, è avvenuto nella mattinata del 2 ottobre con la processione, che ha anticipato la messa, assai partecipata e ben articolata a dimostrazione che ci sono fedeli che hanno sempre guardato Santa Vitalia come a una loro protettrice anche se non sono di Serrenti.
Santa Vitalia viene dichiarata compatrona della parrocchia Beata Vergine Immacolata in Serrenti.

Quest’anno son stati celebrati i 1903 anni dal martirio della Santa avvenuto il 14 novembre dell’anno 120 d. C., ha dichiarato il presidente del Comitato Italo Corongiu, per questo Santa Vitalia andava celebrata in modo adeguato, e il merito va ai serrentesi che hanno ben contribuito e alle collaboratrici e collaboratori che ci hanno messo il cuore, in modo altruistico, per regalare alla nostra comunità e agli ospiti provenienti da altri comuni una festa indimenticabile.
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