Serrenti, il 23 agosto si conclude Zona Artigeniale


Si tratta di una mini-residenza intensiva di tre giorni dedicata all’arte contemporanea e visiva con una mostra e uno spettacolo musicale
Serrenti, il 23 agosto si conclude Zona Artigeniale

Il mondo nel quale siamo immersi oggi viaggia veloce e chi lo abita è costretto a investire il proprio tempo in ciò che è profittevole; ogni prestazione viene valutata secondo questa dinamica. Poi, però, c’è chi rallenta, chi ha il coraggio di fermarsi, come accade con i poeti, che si soffermano sulle cose regalandoci nuove traiettorie, nuove prospettive sul mondo, uno sguardo capace di aprire un ventaglio più ampio di possibilità. È questa, forse, la sensazione che ho provato conoscendo Anna Tea Salis e Marco Lais, che da anni, con la loro associazione, attraverso la musica, la scrittura e le arti visive, cercano di offrirci altri sguardi.

«L’associazione SUONA nasce nel 2006 da un’idea di Marco Lais», racconta Anna Tea. «SUONA è l’acronimo di Suoni Universali Orientati Nell’Arte e rappresenta l’unione di individui che usano il suono e il ritmo non solo come espressione artistica, ma anche come strumento di crescita interiore.»

Secondo Anna e Marco, l’antropologia moderna definisce queste arti, e in modo particolare il “fare musica”, come uno dei più importanti atti creativi e sociali. Come spiega Marco: «In questo contesto la musica ha sempre avuto un ruolo chiave nell’unire le persone e nel purificare lo spirito attraverso processi di identificazione e incorporazione, di affiliazione e di continuo scambio.»

La filosofia di SUONA nasce da questi principi e si configura come una sorta di manifesto alla base di ogni evento organizzato: una matrice costante, fulcro di oltre vent’anni di attività nel campo della musica e delle altre discipline intese come veicolo di comunità e condivisione.

«Numerosi sono stati gli eventi organizzati dall’associazione», prosegue Marco, «portando in scena artisti locali, nazionali e internazionali, tra cui Luca Pitteri, il bluesman Paolo Bonfanti, Omar Pedrini (ex Timoria), Raffaella Misiti, Eugenio Colombo, Roberto Diana, Dandy Bestia (ex Skiantos), Marc Porcu, Alberto Lecca, Roberto Sironi, Alberto Sanna, Chiara Effe, Pupi di Surfaro, il produttore Claudio Morselli, autore di tre dischi d’oro della musica italiana, e tanti altri: sarebbe impossibile citarli tutti».

Dal 2015 la sede dell’associazione è diventata la storica Domu Odilia a Serrenti, centro artistico, ricreativo e ricettivo che ha consolidato un perfetto legame con il territorio. Gli appuntamenti principali sono stati S’istantzia (fino al 2019), “le istanze nelle stanze”, luogo d’incontro per cantautori e scrittori; e la Festa della Musica, organizzata fin dalla nascita dell’associazione e, dal 2017, affiliata al MiBACT, coinvolgendo associazioni, istituzioni e realtà cittadine. A queste si aggiungono collaborazioni esterne, come quella con la colonia penale di Is Arenas, dove sono stati ospitati numerosi artisti.
 

Anna Tea Salis e Marco Llais

«L’evento di punta», racconta Anna Tea, «interamente ideato dal presidente Marco Lais insieme all’artista visivo Davide Mariani, è “Zona Artigeniale/Festival della Gentilezza”. Si tratta di una mini-residenza intensiva di tre giorni dedicata all’arte contemporanea e visiva che quest’anno si concluderà il 23 agosto, come sempre a Domu Odilia, con una mostra aperta al pubblico e uno spettacolo musicale. L’idea è nata nello spazio Land Art Urak, a Serrenti, nella Zona Artigianale, e si fonda su un gioco di parole che richiama il fare dell’artigiano unito alla genialità dell’arte e delle arti in movimento, dove tutto si compenetra e fluisce e dove le arti si sostengono attraverso la nobiltà d’animo degli artisti. Dal 2023 il festival si avvale della curatela di Maurizio Coccia, direttore del Centro per l’Arte Contemporanea di Palazzo Lucarini di Trevi, nonché docente di arte contemporanea e critico d’arte e di cinema. Un festival completamente autofinanziato e indipendente, ma forte di connessioni e collaborazioni.»

Per Marco Lais: «In questo contesto la gentilezza diventa una predisposizione a organizzare gli spazi multisensoriali della società. È come un fenomeno biologico che passa attraverso suoni aperti e profondi. L’arte risiede proprio in questo potere, nella maniera in cui si offre il proprio tempo, che non necessariamente si traduce in un oggetto finito, ma diventa un’esperienza di condivisione, comunità e coesione, che passa anche attraverso piccoli gesti, come offrire un bicchiere d’acqua. La parola “gentilezza” invita a una semplice ricerca della propria diversità, all’urbanità dell’esistenza umana che resiste attraverso una reinterpretazione della realtà, trasformando le forme in spazi creativi informali.»

Una nota importante è anche il legame con il cinema. Marco Lais, figlio del proiezionista dell’ex Cinema Ariston di Serrenti, insieme ai suoi collaboratori ha ricreato a Domu Odilia uno spazio dedicato al cinema per proiezioni, cineforum e dibattiti, riportando in vita le antiche sedie ribaltabili in faggio e ciò che resta della storica cinepresa, delle bobine e delle locandine degli anni Sessanta e Settanta. Un’iniziativa che diffonde un messaggio di speranza e sensibilizzazione per un futuro recupero dell’edificio, chiuso dagli anni Ottanta.

Conclude Marco: «Servirebbe un papiro per descrivere ogni appuntamento svoltosi nel corso degli anni: dai concerti alle presentazioni di libri, dalle mostre d’arte alle performance visive. Tutti eventi che rafforzano e consolidano rapporti interpersonali, amicizie, socialità e, soprattutto, il senso di comunità. L’associazione SUONA non è una semplice associazione, ma una piccola comunità di persone che si aiutano reciprocamente, in un costante rapporto di mutuo soccorso volto alla crescita, alla ricerca, alla riflessione e al “dono”, nel senso antropologico del termine. Più che semplice intrattenimento, per noi l’arte è una forza creatrice e generatrice. O forse è come unire i punti: tracciando una linea continua emerge una figura chiara. “Come in alto, così in basso”: ogni singolo evento della vita fa parte di un disegno divino più grande.»

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