Serrenti, la birra artigianale di Daniele Bandino


La curiosità, la voglia di imparare, la capacità di mettersi in discussione e di trasformare un gesto affettuoso in un percorso di crescita
Serrenti, la birra artigianale di Daniele Bandino

Daniele BandinoCi sono esperienze che nascono quasi per gioco, senza pretese, e che invece finiscono per raccontare molto di più: la curiosità, la voglia di imparare, la capacità di mettersi in discussione e di trasformare un gesto affettuoso in un percorso di crescita. È il caso di Daniele Bandino che, un po’ per divertimento, un po’ per spirito di sperimentazione e un po’ per non deludere gli amici che gli regalarono l’attrezzatura per produrre birra in casa, ha deciso di provarci davvero.

Quello che poteva rimanere un semplice passatempo si è trasformato in un impegno serio: studio, prove, errori, miglioramenti, attenzione ai dettagli e alla qualità. Un percorso che dimostra come la passione, quando è sostenuta dalla volontà di fare bene, possa portare lontano anche partendo da un gesto semplice.

Il risultato è stato sorprendente: una birra artigianale di qualità, presentata con cura e con un’identità precisa, che in occasione di SerrenFest, almeno per una serata, è andata letteralmente a ruba. Un successo che non è solo personale, ma che diventa un esempio da mettere in evidenza: perché racconta la forza delle competenze, la bellezza delle iniziative nate dal basso, e la capacità dei giovani di creare valore attraverso creatività, tecnica e dedizione.

UN PERCORSO CHE NASCE DA UN REGALO

«Oltre al mio lavoro professionale, per curiosità personale, mi piace approfondire le attività di trasformazione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari. Anche per una questione anagrafica, e per il piacere di condividere i miei approfondimenti con gli amici, questa volta ho deciso di dedicarmi alla produzione della birra artigianale. A dire il vero, è stato un percorso nato quasi per caso: il giorno della mia laurea gli amici mi regalarono tutto l’occorrente per produrre la birra artigianale. Un gesto affettuoso, ironico e pieno di fiducia, che non potevo certo lasciare inutilizzato. Così, anche per rispetto verso chi mi aveva fatto quel regalo, nel tempo mi sono informato nei minimi particolari, studiando processi, tecniche, stili e accorgimenti».

UN PRODOTTO FINITO PER SERRENFEST

«Volevo arrivare a SerrenFest con un prodotto finito, curato e ben presentato, anche dal punto di vista dell’immagine. Nonostante si tratti di un’attività hobbistica, ci tenevo che fosse fatta con rigore, attenzione e un pizzico di creatività. Per me era importante dimostrare che anche un hobby, se affrontato con serietà, può diventare un modo per valorizzare competenze, condividere esperienze e portare un contributo autentico alla comunità. Per rafforzare il marchio, conoscendo bene la simpatia degli amici miei, ho aggiunto anche un tocco di ironia: “trasformare l’acqua in birra”. Una frase antica, a doppio senso certo, ma sempre efficace. E soprattutto perfetta per raccontare lo spirito con cui ho affrontato questa piccola avventura: serietà nella preparazione, leggerezza nella condivisione».

UN’ATTIVITÀ HOBBISTICA

«Si tratta, ripeto, di un’attività meramente hobbistica, certo, ma finalizzata alla ricerca di un gusto che potesse incontrare il favore dei ragazzi che, te lo assicuro, di birra se ne intendono davvero. In linea con il mio modo di pensare, ho scelto di proporre due stili opposti, capaci di offrire esperienze sensoriali diverse e complementari, così da valorizzare la ricchezza del mondo birraio e stimolare curiosità e confronto. Stile Weiss - Birra di frumento tedesca ad alta fermentazione, chiara e naturalmente torbida. È caratterizzata da profumi di banana e chiodi di garofano, tipici del lievito utilizzato. Fresca, vivace, immediata: una birra che invita alla convivialità e che si presta bene ai palati più giovani e dinamici. Stile Bock- Lager tedesca a bassa fermentazione, più strutturata e alcolica. Presenta un profilo maltato che richiama il caramello, la crosta di pane e leggere note tostate. È una birra più calda, avvolgente, pensata per chi ama complessità e profondità».

UNA PICCOLA ESPERIENZA 
CHE DIVENTA UN VALORE IN PIÙ

«Questa piccola esperienza personale, nata per curiosità e spirito di condivisione, si è trasformata in un modo per portare a SerrenFest un contributo nuovo, diverso, ma perfettamente coerente con lo spirito della festa: sperimentare, valorizzare, creare legami attraverso i prodotti e le passioni. E poi, con i tempi che corrono - abbastanza turbolenti - è sempre meglio saper fare più cose. In campagna ho sempre aiutato i miei genitori: lì ho preso confidenza anche con l’uso dei mezzi agricoli, e quando posso certe attività le svolgo ancora oggi con grande piacere. Fare la birra mi consente di dedicarmi, nelle ore libere dal lavoro, a qualcosa che unisce studio, manualità, tecnica e creatività. È un’attività in più, utile e formativa. Non si sa mai: avere competenze diverse, soprattutto legate alla trasformazione agroalimentare, è sempre un valore aggiunto, personale e comunitario. E poi, diciamolo, quando incontro gli amici è anche motivo per farci una risata in più. Sull’aspetto della quantità, però, li ho un po’ delusi: il quantitativo prodotto è bastato solo per la giornata di apertura del 2 maggio. Il 3 maggio non ho neanche montato il gazebo, con grande disappunto degli amici miei, che già pregustavano il bis. Ma in futuro ci starò più attento: ogni esperienza insegna, e anche questa - tra sorrisi, aspettative e qualche bonaria presa in giro - fa parte del percorso».

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