Servitù militari: la beffa degli indennizzi


Non sono certamente buone per i dieci comuni sardi, oberati dalla presenza di servitù militari, Arbus compreso, le notizie che arrivano da Roma capitale fonte Ministero della Difesa  e Ministero delle Finanze. Gli indennizzi subiscono pesanti  tagli, le somme dovute per i pagamenti dal 2009  congelate. Tutto ridimensionato e modificato. La Sardegna “portaerei del Mediterraneo” nonostante ospiti oltre il 70% del totale nazionale  delle aree in mano allo stato per esercitazioni militari, manco a dirlo,  è tra le regioni italiane quella maggiormente colpita. Sia nelle quote che negli indennizzi questi ultimi fortemente  ridimensionati negli importi di un buon 60%. La decisione presa dal precedente governo Gentiloni prevede infatti un drastico taglio delle risorse e una diversa suddivisione delle quote fatta su base nazionale dove la Sardegna senza aver minimamente alleggerito il proprio carico militare di un solo metro quadro registra una perdita secca di 6 punti percentuali. L’isola passa dunque  dal precedente 68,61% all’attuale 58,64%. Quote ridistribuite al Friuli Venezia Giulia, al Trentino Alto Adige, alla Sicilia e alla Valle d’Aosta. Gli indennizzi per il periodo 2015/2018 da suddividere tra tutti comuni sardi che ne hanno diritto  ammontano a 4.800.000 euro. Un autentico scippo con un taglio complessivo delle risorse  stimabile intorno al 60%  che  andrà a incidere non poco sulle programmazioni e sui bilanci dei comuni interessati. Non bastasse, gli importi che la L. 104 del 1990, legge di riferimento che disciplina il rapporto stato comuni oberati da servitù militari, prevedeva venissero erogati ogni quattro anni risulta essere  sempre più disattesa. I nove  anni di arretrati  ancora da liquidare che pongono lo stato in una situazione di forte morosità nei confronti dei comuni beneficiari ne è la più valida testimonianza. Gli ultimi versamenti infatti  risalgono ormai al lontano 2012 e riguardavano le annualità 2005-2009. Risorse fresche, importanti e quanto mai utili in un periodo di forte crisi  come quello attraversato dagli enti locali che in più di una occasione hanno indirizzato a Roma richiesta per  l’incasso  delle indennità pregresse,  una maggiore puntualità nei pagamenti e che gli stessi vengano eseguiti  con periodicità annuale. Una situazione alla quale la politica regionale  sempre troppo servile e mai abbastanza rivendicativa  nei confronti del potere romano ha mai voluto porre rimedio. Il problema degli indennizzi e la tempistica di erogazione degli stessi su base annuale è stata infatti solo sfiorata nel patto sulle servitù militari firmato nel  dicembre scorso da Pigliaru e dal Ministro della Difesa Roberta Pinotti. «Arbus per esempio - tiene a precisare il vicesindaco Michele Schirru - oberato di servitù militari nell’area di Capo Frasca  per oltre 1400 ettari di territorio passa da un indennizzo  di circa 1.300.000 euro ad appena 480.000 euro. Tagli  e tempi di pagamenti davvero inaccettabili». Un vero salasso per le casse comunali che attraverso l’utilizzo di questi indennizzi  poteva programmare, così come prevede la normativa a parziale risarcimento delle aree militarizzate, importanti opere pubbliche. Un vero e proprio passo indietro rispetto alle aspettative fortemente  alimentate con  gli accordi di fine anno. Lo stato italiano sembrerebbe non volerne proprio  sentire di alleggerire la presenza militare in Sardegna. Insomma nessun atto di buona volontà, anzi lo stato da sempre nei confronti dell’isola  “ padre-padrone” gioca al rialzo: zittisce le proteste e decurta con forza e arroganza  in modo unilaterale quei già miseri indennizzi.         Gianni Vacca Servitù militari nell’isola Sono oltre 35 mila gli ettari di territorio sardo soggetto a vincolo di servitù militare. A questi vanno aggiunti in occasione delle esercitazioni uno specchio di mare interdetto alla navigazione e alla pesca di  oltre  20 mila chilometri quadrati. Dieci i comuni interessati: Arbus, La Maddalena, Villasor, Decimomannu, Villaputzu, Perdasdefogu, Villagrande Strisaili, Ulassai, Teulada e Sant’Anna  Arresi. Nell’isola sono presenti i poligoni missilistici di Perdasdefogu  di 12.700 ettari, le esercitazioni a fuoco di Capo Teulada con 7.200 ettari , l’aeroporto militare di Decimomannu, il poligono per esercitazioni aeree di Capo Frasca che ricade in territorio Arburese per una superficie di 1400 ettari, enormi depositi di Carburanti a Cagliari e numerose caserme e sedi di comandi militari. (g. v.)  

© Riproduzione riservata