Spaccato di vita di Luigi Medda nell’area industriale di Villacidro, nel comparto dei filati


di Fulvio Tocco
Luigi Medda (1947) racconta la sua esperienza alla Snia Viscosa quando la fabbrica divenne luogo di formazione professionale per tecnici e operai provenienti dall’ Ungheria, Bulgaria, Turchia, Messico, Russia e Cina. PREMESSA La legge n. 588 (piano straordinario per favorire la rinascita economica e sociale della Sardegna), metteva a disposizione dell’ente regionale ingenti finanziamenti pubblici per l’industrializzazione dell’isola. L’intero progetto di industrializzazione era nato anche su sollecitazione della Commissione d’inchiesta parlamentare sul banditismo secondo cui la criminalità si poteva sconfiggere solo creando migliaia di nuovi posti di lavoro. Era in realtà un argomento di comodo per la politica dell’epoca, per giustificare una scelta azzardata senza aver voluto considerare le potenzialità che l’agricoltura e la pastorizia avrebbero potuto esprimere. L’industria dei filati sbarcata da noi trasferiva i suoi prodotti all’esterno dell’isola perché mancava la trasformazione manifatturiera in casa nostra. LE ESPERIENZE LAVORATIVE [caption id="attachment_122097" align="alignleft" width="400"] Luigi Medda[/caption] Ho il piacere di raccontare la mia esperienza di lavoratore dipendente nell’area industriale di Villacidro dall’anno 1972 all’anno 2003. Premetto che cercai occupazione nell’industria perché l’agricoltura familiare, in quel periodo, non era strutturata per consentirmi un futuro lavorativo. Nella predetta area industriale operavano due grossi gruppi, leader nel settore dei filati industriali: le Tessili Sarde Associate e la Snia Viscosa. Le “Tessili Sarde” entrarono in crisi e furono rilevate dalla Snia Viscosa. Io fui assunto dalla Snia nell’anno1972, ma la fabbrica era già operativa dall’anno 1969. Era una fabbrica che operava con macchine complesse dove si produceva un filato denominato “Velicren” assimilabile al prodotto naturale lana. È un derivato del petrolio. L’increspatura conferisce alla fibra un aspetto pieno, simile alla lana. Le fibre acriliche sono le più diffuse nelle mescolanze con le fibre naturali perché riducono l’infeltrimento, migliorano la morbidezza e facilitano la manutenzione. Era una materia prima, che a seconda della richiesta veniva tagliata ad una determinata lunghezza e poi confezionata in balloni da 600 kg. Un prodotto che veniva richiesto soprattutto dai mercati cinesi e russi, ma anche da altre parti del mondo. LA MODERNIZZAZIONE DELLA FABBRICA Nel Novanta la fabbrica fu modernizzata con l’aggiunta di macchinari più moderni e spesso la si usava come luogo di formazione professionale per tecnici e operai provenienti da diversi stati. Io ho conosciuto delegazioni provenienti dall’ Ungheria, dalla Turchia, dal Messico, dalla Bulgaria e Russia. La formazione durava dai 50 ai 60 giorni. I cinesi invece venivano per copiare le macchine: prendevano dati e facevano foto, misurano ogni dettaglio ma le macchine erano talmente articolate per cui non riuscirono nella loro impresa e decisero di acquistarle direttamente in Italia. Gli apprendisti esterni erano una quarantina, suddivisi in tre turni diversi di 8 ore. Però i tecnici non facevano il turno di notte. L’ANNO DELLA CRISI Nell’anno 1993 la Snia Viscosa entrò in crisi e noi operai passammo all’industria di Stato EniChem. EniChem è la denominazione assunta nel 1983 dalla nuova azienda petrolchimica del gruppo Eni, che aveva assorbito le principali attività di EniChimica S.p.A. Poi l’EniChem decise di tenere solamente lo stabilimento di Porto Marghera per cui ci prese in carico la “Poliplastica del Vomano s.r.l.” (sempre in un capannone della ex Snia), per la produzione di accessori per bagni ma in realtà si prudevano i coperchi in plastica per i water. Dopo cinque anni di attività anche questa società andò in crisi per cui, con uno stratagemma poco chiaro, per non chiudere i battenti (dissero) volle tenere solo i dipendenti di giovane età. CESSAZIONE DEL LAVORO DA DIPENDENTE Nell’anno 2003 io cessai il lavoro dipende nell’area industriale di Villacidro, scegliendo il prepensionamento. Al decimo anno di presenza in Sardegna la “Poliplastica del Vomano s.r.l.” prese i macchinari e li trasferì nella loro sede centrale di Veduggio con Colzano della provincia di Monza e della Brianza in Lombardia, che all’epoca aveva pressappoco il numero degli abitanti di Serrenti. PER LA CRONACA Il 29 novembre 2021 il marchio Snia viene acquistato dalla società Caffaro Industrie Spa di Torviscosa: l'intenzione è quella di modificare il nome della capogruppo in SNIA BDG Srl; il Gruppo in questione conta un fatturato aggregato globale 2021 pari a circa 120 milioni di euro con all'incirca 250 dipendenti ed è attivo da diversi anni nel settore della chimica di base. IL FILATO SI PRODUCE ANCORA La Snia produce ancora è un ottimo acrilico antiallergico, antimacchia adatto a molte lavorazioni come maglieria, tappeti, coperte ed altro.

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