Quattro giorni, tredici compagnie scolastiche, centinaia di giovani e un palcoscenico professionale come terreno di confronto: il T-Challenge 2026 si è confermato uno degli appuntamenti più vitali del calendario culturale sardo. Il format promosso dal CeDAC Sardegna non è una semplice rassegna di fine anno: è un laboratorio pubblico in cui il teatro scolastico viene esibito con serietà, giudicato con rigore e celebrato con la gioia che merita. Ogni scuola arriva dopo mesi di lavoro - a volte un intero anno scolastico - con uno spettacolo proprio, scegliendo liberamente tra classici rivisitati, drammaturgie originali e sperimentazione contemporanea. Il Teatro Massimo, con la sua storia e la sua acustica, non intimorisce chi è davvero preparato: amplifica. Trasforma il lavoro fatto in sala prove in qualcosa di compiuto, definitivo. E il pubblico - famiglie, insegnanti, appassionati - ha risposto con partecipazione genuina, riempiendo la platea sessione dopo sessione.

Il premio principale è andato al “Convitto Nazionale di Cagliari”, che ha portato in scena la “Lisistrata” di Aristofane: la commedia del 411 a.C. in cui le donne greche scioperano dal sesso finché gli uomini non depongono le armi. Un testo graffiante e politicamente inesauribile, che parla al presente con una precisione quasi scomoda. La regia di Marta Proietti Orzella ha tenuto insieme energia comica e urgenza civile con mano ferma e visione chiara. Scene e costumi di Roberta Serra hanno dato allo spettacolo una coerenza visiva elegante; le coreografie di Eva e Maia Casula hanno trasformato sequenze del testo in movimenti che amplificavano il senso comico e il peso drammatico dell'azione. Il tutto sostenuto dalla tutor dott.ssa Barbara Rotondo, determinante nella costruzione della solidità d'insieme unanimemente riconosciuta dalla giuria. Sul palco: Rosa Maria Angius, Michele Atzeni, Nicolò Caddeu, Eva Casula, Maia Casula, Leonardo Cresto, Elisa Dessì, Rachele Genghini, Simone Micucci, Maria Pisano, Isabella Pisu, Sonia Spano, Viola Tocco, Maria Trudu, Filippo Zizzaro. Quindici interpreti che hanno dimostrato ascolto reciproco, ritmo, presenza scenica autentica: la capacità di essere davvero lì, in dialogo vivo con lo spazio e con il pubblico. Una “Lisistrata” fedele ad Aristofane e contemporanea allo stesso tempo — irriverente, divertente, tutt'altro che innocua.

La menzione speciale “PoP” è andata al “Liceo Piga di Villacidro” per “Sopravvissute – Anatomia dell'assenza”, andato in scena il 16 maggio alle ore 18:00. Diretto da Emanuele Bosu, lo spettacolo nasce dall'incontro tra teatro classico e contemporaneo, intrecciando le voci di Euripide, Mardini, Tutino, Filiu, Bocchinfuso, Brecht e Rodari, in un percorso drammaturgico che mette al centro il tema dell'assenza: delle persone amate, della pace, della casa, della giustizia. A portarlo in scena sono i ragazzi della classe 4ª del corso di “Arti Sceniche e Teatrali”, percorso di potenziamento del Liceo Classico che unisce il rigore della tradizione umanistica alla pratica performativa. Una combinazione rara, e lo spettacolo ne porta i segni: “Sopravvissute” ha trasformato il palcoscenico in uno spazio di riflessione civile, dando voce a chi troppo spesso rimane invisibile. Non una descrizione del mondo da fuori, ma un'immersione dentro, senza protezioni. La menzione PoP premia un teatro capace di essere popolare senza essere banale, accessibile senza rinunciare alla ricerca. Il Liceo Piga ha incarnato questa qualità con uno spettacolo intenso, corale, onesto. Vale inoltre sottolineare la dimensione geografica: Villacidro è nel Medio Campidano, lontana dai grandi circuiti culturali. Arrivare al Massimo con un lavoro di quella qualità dimostra che il talento fiorisce ovunque ci siano persone disposte a coltivarlo con serietà.
Il T-Challenge 2026 ha confermato che il teatro scolastico in Sardegna è vivo e capace di sorprendere. Ha confermato che i giovani hanno voglia di raccontare storie, di mettersi in gioco in un'esperienza che li sfida su tutti i livelli. Ha confermato, soprattutto, che investire nel teatro a scuola non è un lusso ma una necessità: il teatro insegna l'ascolto, la responsabilità verso il gruppo, la gestione dell'errore e del successo, la complessità dell'altro. Il percorso di Arti Sceniche del Liceo Piga - classico e scena insieme - è un esempio virtuoso di questa integrazione.
Il CeDAC e il Teatro Massimo costruiscono, lentamente e tenacemente, una cultura teatrale di base senza la quale nessun teatro sopravvive. I ragazzi che oggi calcano il palco del T-Challenge sono il teatro - e la cultura - di domani.
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